Tokyo Anime Fair 2011, le proteste e l’Anime Contents Expo

di shikaku 1

Fervono i preparativi per uno degli eventi più importanti del mondo dell’animazione giapponese: il Tokyo International Anime Fair. La fiera si terrà al centro eventi Tokyo Big Sight tra il 24 e il 27 marzo, ma rispetto agli altri anni gli organizzatori stanno affrontando non pochi problemi dovuti al boicottaggio operato da alcune aziende del settore animazione in segno di protesta contro il decreto governativo di cui avevamo parlato tempo fa. Questo provvedimento normativo il governo metropolitano di Tokyo ha ampliato notevolmente il novero di ciò che è da considerarsi come materiale per adulti, limitando di fatto in maniera pesante la libertà degli editori sia di manga che di anime.

La protesta nasce dal fatto che questo evento è stato fortemente voluto dal governo di Tokyo e attualmente il presidente del comitato esecutivo del TAF è proprio Shintaro Ishihara, governatore di Tokyo e uno di quelli che ha voluto maggiormente questo provvedimento al punto da lanciarsi anche in alcune dichiarazioni abbastanza eccentriche (chi fruisce delle opere che la legge mette al bando sarebbero “persone tristi con un DNA perversi”). Proprio durante una conferenza stampa del comitato esecutivo presenziata da 80 dei suoi 119 membri sono stati diffusi i primi numeri di questa fiera che vede una netto calo di partecipazione rispetto agli anni scorsi. 37% di espositori in meno che hanno affittato il 20% di spazi in meno rispetto agli scorsi anni, il che vuol 153 espositori e 491 stand rispetto ai 244 espositori e 615 stand dell’anno scorso. Gran parte di questo calo è dovuto proprio alla protesta contro l’emendamento su menzionato ed anzi, un gruppo di 8 aziende ha deciso di promuovere un nuovo evento: l’Anime Contents Expo (ACE). La fiera si terrà al centro eventi Makuhari Messe il 26 e 27 marzo, che per chissà quale strana coincidenza è lo stesso week-end in cui il Tokyo International Anime Fair è aperto al pubblico. Annunciato inizialmente da Kodokawa Shoten (che per prima aveva annunciato ufficialmente il boicottaggio della fiera di Tokyo) ed ANIMATE, la ACE vede la partecipazione nel comitato esecutivo anche altre importanti aziende come Aniplex, King Records, Geneon Universal Entertainment Japan, Frontier Works, Marvelous Entertainment e Media Factory.

L’evento che ha recentemente aperto anche un proprio sito web gode dell’appoggio di varie associazioni che si oppongono all’emendamento fra cui il Comic 10-Shakai, un gruppo di dieci case editrici di manga di cui fa parte anche la Kodokawa Shoten, ma soprattutto i giganti Shueisha e Shogakukan, che però, con la loro Shogakukan Shueisha Production, risultano in modo equivoco accreditate come espositori al TAF. Ci sono state e ci sono ancora altre forme di protesta: dal disegnatore Naboru Kawasaki che ha rifiutato di ricevere un premio al Tokyo Anime Fair o ancora alcuni artisti che hanno deciso di realizzare doujinshi ispirati ad alcuni romanzi giovanili del governatore di Tokyo per dimostrare che anche quelli sarebbero fuori legge secondo gli attuali parametri se trasposti in manga (ricordo infatti che la legge riguarda solo le rappresentazioni grafiche e non i romanzi).

Ciò che però ci interessa maggiormente è che si avvicina il termina posto dalla legge per l’entrata in vigore delle clausole di auto-regolamentazione imposte alla diffusione delle opere “esplicite”, cioè il primo aprile. Iniziano così a circolare le prime notizie, ancora da verificare, secondo cui l’emittente televisiva Tokyo MX TV starebbe procedendo ad adeguarsi alla normativa “auto-regolando” gli anime “espliciti” limitandone anche il numero; tutto questo probabilmente per via dei forti legami che l’emittente ha con il governo distrettuale. Era addirittura circolata la voce che la stazione avrebbe adottato una nuova politica di assunzione dei neo-laureati escludendo gli appassionati di anime, ma questa notizia è stata prontamente smentita del blog della stessa Tokyo MX. Successivamente è arrivata una smentita dell’intera notizia tramite Twitter per cui per ora  sembra solo un  vano grido “Al lupo, al lupo!”. Vedremo cosa accadrà e come si evolverà la situazione in questa stramba caccia alle streghe di un vecchio reazionario razzista (perdonatemi il pesante giudizio di parte e probabilmente superficiale, ma se leggete un po’ in giro quello che si dice di Shintaro Ishihara, nonché alcune sue dichiarazioni credo arriverete alla mia stessa conclusione).

Fonte [animenewsnetwork]

  • Jacques Mate

    Confortante trovar conferme di come ai governi ci siano persone di una ipocrisia incredibile ed una lungimiranza pressoch nulla. Oltretutto quanta coerenza nel regolamentare secondo princpi arbitrari cosa sia esplicito o meno applicandolo solo al settore dell’arte grafica e non quella letteraria. Non ci trovo nulla di strano a notare come questo sia un ennesimo provvedimento dettato assieme dall’ignoranza e dal conflitto di interessi.