Tatakau Shisho 21 ITA: “Ostilità, il colore blu e la Principessa Corda”

di Grande Mu Commenta

Commento: l’inizio della fine. Un ossimoro di cui spesso si abusa tanto in letteratura quanto nella vita di tutti i giorni ma che in questo caso ben si addice a descrivere, in pochissime parole, il contenuto della puntata: ascesa e crollo, vita e morte, amicizia e senso del dovere si alternano in una spirale crescente di momenti sempre più epici e sempre più vicini fra di loro che non lasciano allo spettatore nemmeno il tempo di riprendersi dall’ultima scena che ve n’è già un’altra, ancora migliore. In molti casi tuttà questa awesomeness serve a coprire mancanze registiche o di sceneggiatura ma in questo caso è abbastanza evidente che i ragazzi di David Productions stiano muovendo le loro scelte basandosi sul copione originale della light novel: niente invenzioni, niente finali alternativi né toppe dell’ultimo secondo. La serie non si è mai contraddistinta per particolare violenza di linguaggio o di contenuti (salvo alcuni e ben motivati casi) ma qui assistiamo ad un vero e proprio massacro in piena regola, con perdite in entrambi gli schieramenti ma non c’è mai, e questo è un gran bel punto di forza, la sensazione che dietro ci sia un “big boss” desideroso di conquistare il mondo o con altre stupide idee tipiche delle inutili produzioni “made in Shonen Jump”  ma solo un uomo con i propri ideali da perseguire e pronto a tutto per far si che essi si possano realizzare… ciò giustifica, almeno in parte, il perchè della “rivelazione” di sé a Noloty. Ed è proprio ciò che accadde fra i due ed il piccolo Arkit che rimane un mistero intricato anche al termine della stessa puntata, dove sappiamo cosa è successo ma il “come” e soprattutto il “perché” sono ancora lungi dall’esserci rilevati. Per non parlare del perchè Arkit sia ora una lucertola… Piccola nota di demerito sulla puntata, la morte di Ireia: Mokkania, Volken e Noloty hanno avuto (o stanno avendo) dei momenti finali veramente fantastici mentre la povera governante della Biblioteca cade in battaglia con onore ma senza la spettacolarità ed il trasporto narrativo dei suoi commilitoni. E’ vero che il peso narrativo dei 3 era molto diverso ed è in parte comprensibile il “trattamento di favore” riservato ai due giovani ma rimango dell’idea che si potesse agire meglio; la prossima puntata dovrebbe fornire le spiegazioni che tutti noi attendiamo per concentrarsi poi sul finale di stagione ed il raggiungimento del tanto lodato “Paradiso” che ad oggi mi pare molto simile a quello di “Wolf’s Rain”… impressione che spero tanto possa essere smentita a breve.

Riassunto: le forze alleate di Ismo e del resto del mondo iniziano i bombardamenti pesanti sull’isola di Bantorra ed i report dal fronte parlano di una testa di ponte formata da navi della Rupubblica a circa 50 KM dalle coste, una distanza ormai praticamente prossima all’ultima linea di difesa. Rasty e Shlamuffen, sulle mura della Biblioteca, garantiscono una grande protezione della struttura poiché i bombardieri vengono abbattuti con un semplice gesto della mano ma Ireia e Hamutz sono preoccupate e decidono di enrtare in azione per dare una mano a Mattalast, Kyasariro e gli altri impegnati in prima linea lasciando a Mirepoc il compito di Comandante Supremo delle forze di difesa dell’isola. Il viaggio in volo della Direttrice e della governante è l’occasione per quest’ultima di raccontare un altro aneddoto sulla vita della giovane Noloty e della sua fortissima intenzione di non uccidere mai nessuno, verificato con mano durante un allenamento sotto i portici della strutura. La discussione passa quasi senza volerlo da Noloty alle due interlocutrici e Meseta ne approfita per chiedere se, per caso, stia ridendo ma la governante le dice di no (facendo intuire la stupidità della domanda ^^) sentendosi rispondere da una scazzatissima Direttrice che situazioni come quella che stanno vivendo le dovrebbero dare grandi soddisfazioni mentre invece, ora come ora, non prova assolutamente nulla. Tocca ad Ireia approfittare per chiedere i motivi che spingono la Direttrice a cercare con ardore la morte, i motivi che l’hanno spinta a diventare Direttrice e Libraia ma la situazione precipita e le due devono entrare in azione rimandando le chiacchiere a più tardi.

Nel frattempo, Enlike sta continuando la lettura del libro di Noloty mentre cerca di seguirne le tracce e capire i motivi e le dinamiche della sua morte. La ragazza ed il bimbo sono in viaggio per raggiungere Kachua ma i rapporti fra di loro sono sempre tesissimi perché il passato del piccolo si sta lentamente rivelando e scopriamo che amici e parenti sono stati uccisi dai Librai e sentire che anche Noloty, nonostante tutto, accetti come ultima risorsa l’uccisione dei nemici lo fa esplodere di rabbia: accampatisi per la notte, Arkit riesce a prendere sonno mentre Kachua si rivela a Noloty spiegandole che la Shindeki Kyoudan vuole arrendersi ai Librai! Il discorso di Kachua la convince in qualche modo e l’invito a seguirla all’isola viene accettato di buon grado ma prima l’anziano Governatore chiede a Noloty di uccidere Arkit, il prodotto di un loro “errore”: la ragazza non può certo acconsentire ad una simile richiesta ma la visione di Enlike si interrompe, riportando la scena sulla guerra e sui tremendi sforzi compiuti da tutti per arginare la minaccia alleata mentre Mince ritorna all’isola, ordinando a Mirepoc di ordinare la ritirata generale poiché è chiaro che dietro a tutto c’è la Morte Blu che ha infettato le anime dei soldati e delle persone dell’isola che infatti attaccano Ireia uccidendola con una potentissima esplosione. Terrorizzati dalla piega presa dagli eventi, i Librai abbandonano il fronte obbedendo al perentorio ordine di ritirata emesso da Mirepoc.

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