Scienziati giapponesi scoprono giacimenti di Terre Rare nel Pacifico

di tappoxxl Commenta

L’Università di Tokyo e i suoi studiosi/ricercatori non sembrano fermarsi mai. Scoprono o inventano cose a ritmi molto elevati, segno che da loro l’istruzione viene seguita dal governo. Alcune settimane fa, degli scienziati dell’università della capitale giapponese hanno fatto un’importante scoperta nei fondali dell’Oceano Pacifico tra le Hawaii e Tahiti. La scoperta potrebbe interessare tutto il mondo perché si tratta di “terre rare”. Questi giacimenti di “terre rare”, contengono elementi unici, molto rari e i giacimenti rinvenuti dagli scienziati giapponesi sono i più grandi mai scoperti. Si calcola infatti che le miniere in cui si trovano questi elementi  contengano appena 110 milioni di tonnellate dei materiali rari, mentre invece il giacimento trovato dai giapponesi pare ne possa contenere almeno mille miliardi. Numeri notevoli per chi utilizza questi materiali e che rendono questa scoperta molto rilevante. Gli studiosi giapponesi hanno così commentato la vicenda: “Abbiamo dimostrato che il fango del mare profondo contiene alte concentrazioni di terre rare in numerosi siti in tutto il Nord Pacifico meridionale e centrale. Si stima che un’area di appena un chilometro quadrato, che circonda uno dei siti di campionamento, potrebbe fornire un quinto del consumo mondiale annuo corrente di questi elementi“.

Unico lato negativo, è la profondità a cui si trovano detti giacimenti. Sarà difficile infatti estrarre simili materiali a profondità che vanno dai 3500 ai 6000 metri sotto il livello del mare. La scoperta di simili giacimenti di elementi preziosi per l’industria potrebbero portare gli imprenditori a spendere ingenti somme nell’estrazione, ma si corre il rischio di sprecare tanti soldi per l’estrazione e poi ricavarne pochi dalla vendita del materiale. Non pare chiaro se si possa guadagnare molto, andare pari col bilancio o addirittura perdere grosse somme di denaro, però gli scienziati giapponesi sono fiduciosi. 3500 metri sotto il livello del mare sono veramente tanti. I macchinari faticano molto a quelle profondità, ma le stime dicono che in pochi anni si potranno raggiungere e sfruttare simili giacimenti senza troppi problemi. La tecnologia compie passi da gigante ogni giorno che passa, noi staremo a guardare se ci riusciranno.

 

[fonte – Nippolandia]