Gli operai di Fukushima

di tappoxxl Commenta

La dedizione al lavoro dei giapponesi è ormai nota a tutti. Ciò che non tutti sanno è che molti operai si stanno offrendo volontari per lavorare nella centrale di Fukushima. Ciò che nessuno si aspetta, è che molti di loro hanno dichiarato di essere ben felici di aver trovato lavoro nella centrale. Tutta questa dedizione al lavoro, tutto questo vivere per lavorare, hanno reso il Giappone una macchina efficientissima. Ora che gli ingranaggi sono stati danneggiati è arrivato il momento di ripararli. Senza che ci sia stato il bisogno di chiedere aiuto da parte del governo. Un popolo che anticipa il proprio governo: orrore o gioia?

In questo caso credo si tratti solo di un miscuglio tra disperazione e bisogno di lavorare. Offrirsi volontari per un lavoro così rischioso non è cosa da tutti i giorni. Offrirsi volontario per lavorare in una centrale nucleare distrutta e con enormi perdite di materiale radioattivo è da matti. Ma il bisogno di lavorare e, soprattutto, la voglia di lavorare, hanno portato molti operai a compiere questo insano gesto. Dico insano perché lavorare tutti i giorni in quelle condizioni aumenta enormemente il rischio di rimanere contaminati. Inoltre le condizioni in cui gli operai sono costretti a lavorare non sono certo semplici. Per ovviare al problema delle radiazioni, gli operai, devono indossare delle pesanti tute e delle grosse maschere per tutta la durata del turno di lavoro. Turno che dura “solo” 3 ore, ma che potrebbe essere necessario a contrarre tutte le malattie derivate dall’esposizione alle radiazioni. Tra un turno e l’altro gli operai devono sottoporsi a delle lunghe attese per rispettare tutte le misure protettive. Questo genera stress fisico e mentale anche nei più giovani. Un ragazzo di 20 anni che lavora alla centrale come operaio ha dichiarato: “Ti svegli, vai all’impianto, torni indietro, mangi, ti lavi e vai a dormire. Non c’è tempo per fare altro”. Parole che denotano un grande senso di nostalgia per una gioventù che, molto probabilmente, è stata buttata via. Scenario differente per quanto riguarda gli operai più anziani. Un operaio di 60 anni spiega perché il disastro di Fukushima attiri lavoratori della sua età: “Alla mia età è troppo tardi per fare qualcos’altro e ci sarà molto lavoro da fare qui intorno per molto tempo”. Secondo questo signore è normale che un operaio anziano si offra volontario per un lavoro simile. Di nuovi lavori è difficile trovarne e anche se dovesse ammalarsi, la sua vita l’ha vissuta.

Tepco continua ad accettare operai volontari, ma siamo sicuri che stia utilizzando personale altamente qualificato?

A quanto pare, la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, sta impiegando nelle opere di pulizia del materiale radioattivo, operai disposti a lavorare senza indossare le dovute protezioni per guadagnare un po’ di più. L’Agenzia di sicurezza sul nucleare del Giappone ha accusato la Tepco di aver violati dei regolamenti fondamentali e di aver permesso agli operai di lavorare negli edifici contaminati senza le dovute protezioni. Un ex operaio di Fukushima ha dichiarato: “non ho mai usato tute protettive o dispositivi per misurare le radiazioni. E quando siamo intervenuti sul posto, solo uno su quattro aveva a disposizione dispositivi portatili per analizzare la radioattività della zona”. Lo stesso premier Naoto Kan si è dichiarato molto imbarazzato per queste dichiarazioni. Gesto folle da parte di Tepco, ma soprattutto noncuranza da parte degli operai. La disperazione porta gli uomini a compiere gesti estremi, ma rischiare di morire per qualche yen in più vi pare normale?

[fonte – http://it.paperblog.com/fukushima-gli-operai-preferiscono-le-radiazioni-alla-disoccupazione-431502/ ]