Nave fantasma giapponese ritrovata in acque canadesi

di tappoxxl Commenta

L’immagine comune delle navi fantasma è solitamente quella del vascello con le vele bucate, una ciurma di scheletri o fantasmi e uno scafo tutto rattoppato che esce da una fitta nebbia mentre la campana del cambio turno suona quei colpi alquanto sinistri.

Ma questa volta non stiamo parlando di una leggenda o di una favola per spaventare i bambini. No, questa volta, parliamo di cose vere, notizie certe, con fonti più che confermate e che fanno riflettere. Niente di preoccupante, in fondo sto solo parlando di un “detrito” dello tsunami che si è abbattuto sulle coste giapponesi l’11 marzo del 2011. Ma questa volta, la curiosità dei lettori e dei giornalisti è stata grande. Si perché, è strano leggere simili notizie a distanza di un anno dai fatti avvenuti in Giappone.

La nave fantasma in questione è un peschereccio giapponese che, l’11 marzo 2011, era stato portato via dalla furia dello tsunami. Dopo quasi 13 mesi di navigazione, il natante è stato avvistato da una pattuglia aerea che stava pattugliando le acque a largo della British Columbia. La nave, lunga una cinquantina di metri, si trovava a circa 270 chilometri dalle isole Haida Gwaii. Trasportata dalle correnti e dai venti la nave ha percorso tutto il Pacifico ed è giunta in Canada. Il velivolo della marina canadese non ha registrato segni di vita a bordo. La nave era registrata sull’isola di Hokkaido in Giappone e ora sta venendo monitorata dal Ministero dei Trasporti canadese per escludere un eventuale inquinamento ambientale.

Secondo i rapporti, questo sarebbe il primo grande detrito che ha attraversato il Pacifico. Le stime fatte dall’Università delle Hawaii dicono che lo tsunami ha generato circa 25 milioni di tonnellate di detriti. Di queste, 8 milioni sono finite in mare e si pensa che circa 2 milioni siano ancora galleggianti. Quindi il Pacifico dovrebbe contenere ancora molti detriti che potrebbero riversarsi sulle coste Americane e Canadesi nei prossimi anni.

Chissà cosa porterà il mare?

 

[fonte – BBC]