MotoGP, per Motegi nemmeno la Honda ha certezze

di tappoxxl Commenta


 

Il caso del Gran Premio di Motegi sta tenendo banco da alcuni mesi ormai. Man mano che ci avviciniamo alla data in cui si dovrebbe correre il GP, sempre più piloti e meccanici annunciano di non voler prendere parte alla gara per paura di rimanere contaminati. Ricordo che il circuito di Motegi si trova a soli 120 chilometri dalla disastrata centrale di Fukushima, quindi il rischio per la salute è concreto.

Casey Stoner e Valentino Rossi hanno già annunciato, con toni e modi diversi, che non sono intenzionati a rischiare di ammalarsi per un gran premio. Pedrosa è sembrato più diplomatico in merito, ma le sue paure restano fondate.

Alcuni giorni fa è stata presa in considerazione l’idea di spostare il GP dal circuito di Motegi a quello di Suzuka. I due circuiti giapponesi sono entrambi di proprietà Honda e la casa motociclistica giapponese ha detto di essere favorevole allo spostamento. Il problema è che il circuito di Suzuka non è omologato per la MotoGP, dopo che, alcuni anni fa, il pilota Daijiro Kato morì in un tremendo incidente. Problema questo, facilmente aggirabile perché, la 8 ore di Suzuka, gara motociclistica, viene corsa ogni anno sul circuito giapponese e non ci sono mai stati disagi nei paddock, un po’ obsoleti, o per quanto riguarda la sicurezza del circuito.

Sta sorgendo un altro tipo di problema: il capo della HRC, Shuei Nakamoto, ha dichiarato che tutti i piloti Honda dovranno prendere parte al Gran Premio di Motegi se questo si dovesse correre in tale sede. Queste le sue parole di quattro giorni fa: “Credo che tutti i piloti Honda, che hanno un contratto con noi, verranno a Motegi. Ho spiegato i nostri piloti qual è la sanzione prevista sulla base del contratto. Vi sono sanzioni diverse, ma non so quale sarebbe la penalità giusta. Uno scenario possibile sarebbe quello di annullare il contratto ma la Honda non ha deciso ancora alcuna azione“.

Si parla di sanzioni per i piloti, quindi sembrerebbe che la Honda voglia usare il pugno duro con loro. Invece, ieri, lo stesso Nakamoto, ha dichiarato: ““Io dico che potremmo spostare la gara di quest’anno a Suzuka e poi tornare a Motegi a partire dal prossimo anno. Inoltre, mi piace Suzuka: il circuito è più bello e più tecnico, ma la federazione internazionale ha tolto l’omologazione della pista di Suzuka, quindi ci sarebbe bisogno di una qualche dispensa, e dovrebbe essere fatta in fretta. Tre anni fa la pista di Suzuka ha subito importanti ristrutturazioni al circuito, dai parcheggi alle vie di fuga e di servizio intorno alla pista. Il paddock è rimasto un po’ datato, ma solo per una volta non darebbe fastidio a nessuno. E la Otto Ore di Suzuka, che si tiene regolarmente, dimostra che anche le moto possono correre su quella pista“.

In casa Honda, i dirigenti non hanno preso ancora decisioni definitive e intanto mandano allo sbaraglio Nakamoto e gli permettono di dichiarare cose diametralmente opposte, generando ancor più caos sulla questione. Le uniche certezze, per ora, sono il secco NO di Casey Stoner(che ricordo è un pilota Honda e che quindi potrebbe ricorrere in sanzioni da parte del marchio giapponese. Ma non credo gli rescindano il contratto visto che, probabilmente, sarà il prossimo Campione del Mondo) e il no pacato di Valentino Rossi.

La situazione è molto complicata e il 2 ottobre è sempre più vicino.

 

[fonte – CorrieredelloSport.it]