Mondiali di rugby, seguiamo il cammino del Giappone

di tappoxxl Commenta


 Alcuni giorni fa avevo scritto un articolo sulla prima apparizione della nazionale giapponese ai mondiali di rugby 2011 in Nuova Zelanda. Oggi vi pubblico gli aggiornamenti sulle prestazioni della nazionale nipponica nelle ultime 3 partite del girone eliminatorio.

Per una squadra giovane ed inesperta come il Giappone, la prima prestazione contro la Francia è stata nettamente positiva. I giapponesi erano addirittura in vantaggio fino a pochi minuti dalla fine della partita, che poi hanno perso a causa di una più grande preparazione fisica e di una maggiore esperienza mondiale della nazionale transalpina. Purtroppo per il Giappone, il girone in cui si trova non è dei più facili. Costretto ad affrontare squadre di primo livello come Francia e All-Blacks, il Giappone sapeva da subito di dover puntare al terzo posto che, come da regolamento, regala la qualificazione al mondiale del 2015. Obiettivo non centrato dai giapponesi perché nei 3 incontri successivi a quello con la Francia, i giocatori bianco-rossi, hanno ottenuto due soli punti e si sono piazzati, quindi, ultimi nel proprio girone. Difficile pensare ad un passaggio del turno per i ragazzi di coach John Kirwan, ma l’obiettivo del terzo posto era abbordabile. Purtroppo per il coach, i suoi ragazzi, nonostante abbiano dimostrato un bel rugby e un’ottima aspettativa per il futuro, non sono riusciti a raggiungere nemmeno una vittoria nel girone e quindi dovranno giocarsi la qualificazione al prossimo mondiale.

Ma veniamo ai risultati ottenuti dalla nazionale giapponese in queste 4 partite del girone.

Come avevo già detto, nella prima partita del mondiale, contro la Francia, il Giappone ha subito una sconfitta per 47 a 21, ma ha dimostrato un grande gioco alla mano ed un’ottima fisicità nelle mischie ordinate. Purtroppo la superiorità della Francia, alla lunga, si è fatta sentire.

Nella seconda giornata del girone, i giapponesi hanno dovuto fronteggiare la “marea nera”. Purtroppo, proprio come una vera e propria marea, gli All-Blacks, sono stati inarrestabili ed hanno festeggiato una grande vittoria contro i giapponesi per 83 a 7. Nel rugby, il rispetto per l’avversario sta proprio nell’infliggergli più punti possibile durante gli 80 minuti di gioco e gli All-Blacks, con questa prestazione, hanno dimostrato al Giappone la loro superiorità. Se avessero smesso di segnare, i giapponesi sarebbero stati umiliati in maniera considerevole. Fortunatamente nel rugby il rispetto per l’avversario esiste ancora ed i giapponesi hanno potuto lasciare il campo a testa alta. L’unica meta segnata dal Giappone ha scatenato una vera e propria ovazione nel pubblico, composto per un 90% da neozelandesi. Quella singola meta è stato un grandissimo risultato per la squadra nipponica, che ha potuto così festeggiare una buona prestazione, nonostante gli 83 punti subiti.

Nel terzo incontro del girone, i giapponesi si sono trovati davanti un’altra potenza delle isole del Pacifico: Tonga che, famosa più per il fisico imponente che per il gioco alla mano, ha sconfitto il Giappone per 31 a 18. I grossi tongani, e quando dico grossi, dico grossi, hanno usato tutto il loro peso per abbattere il muro di giapponesi che gli si parava contro. La sconfitta per il Giappone è arrivata come da pronostico, nonostante in una partita della Pacific Nations Cup pre-mondiale avesse sconfitto proprio i tongani per 28 a 27 in un incontro che gli valse un avanzamento nel ranking mondiale.

Nell’ultima partita del mondiale, i giapponesi, ormai fuori dal discorso qualificazione ai quarti, hanno dovuto affrontare i barbuti canadesi. In questa partita, il Giappone ha cercato la vittoria ed è sembrato trovarla fino a pochi minuti dalla fine. Minuti in cui i canadesi, con una meta, sono riusciti a pareggiare una partita che ormai sembrava persa. Sfuma quindi il sogno di vincere una partita al mondiale per i giapponesi, che infatti escono dal campo in lacrime per l’occasione perduta.

Tutto sommato, la prestazione mondiale del Giappone si può definire positiva. La squadra ha mostrato di saper giocare, a tratti, un grande rugby, con azioni veloci e schemi semplici ma efficaci. Ottime individualità hanno aiutato questa squadra ad ottenere ottime prestazioni. Per il futuro c’è da stare tranquilli. Questa nazionale potrà dimostrare tutto il proprio valore fra 4 anni in Inghilterra, per l’ottava edizione della massima manifestazione che riguarda il rugby.