Mitsuba Takanashi – Approfondimento KJ

di Haru 1

Cari lettori di Komixjam, la vostra Haru si è presa male per gli approfondimenti, indi per cui vi propinerà l’ennesima chicca: un’autrice di cui si sa poco, ma che vale la pena di conoscere più dettagliatamente. Di chi sto parlando? Mitsuba Takanashi. Il nome forse non vi è nuovo per gli amanti del genere, pertanto accenno solo qualche informazione sulla biografia e di seguito parlerò e analizzerò le sue opere più famose.

E’ nata nella prefettura di Shimane, il 27 maggio del 1975. Attualmente vive a Tokyo, è del segno dei Gemelli e il suo gruppo sanguigno è di tipo A (per i giapponesi il gruppo sanguigno è importante come linea guida per il carattere!). Debutta a soli 17 anni, nel 1992, con l’opera Mou koi nante shinai, pubblicata sulla rivista Bessatsu Margaret della Shueisha, casa editrice che l’ha accolta e con cui tuttora lavora.

Ha continuato a pubblicare one-shot fino al 1999, fra cui ricordiamo Tenshi no Pocket del 1997 e Ohisama no Hana dell’anno dopo. Dal 1999 fino al 2002 è iniziata la pubblicazione di Akuma de Soro, la quale è la sua prima vera storia a puntate, formata da 11 volumi editati in Italia dalla Star comics e dal titolo Lui, il diavolo!. Dal 2003 invece è in corso di lavorazione Beniiro Hero, in Italia conosciuto come Crimson Hero ed è la sua seconda opera, tuttora in cantiere, la cui fine è prevista per quest’anno.

La trama di Akuma de Soro verte attorno ad una ragazza diciasettenne Kayano Saito, orfana di padre e studentessa di liceo alle prese col suo amore adolescenziale verso il capitano della squadra di basket Yuichi Kamijo, decide così di scrivergli una lettera d’amore. Sbaglia però armadietto e la lettera finisce nelle mani di Takeru Edogawa, il teppistello str…ehm, figlio del preside, il quale la minaccia di rendere pubblico il suo sentimento nei confronti di Yuichi a tutta la scuola se lei non provvede a fargli da schiavetta personale. Kayano non può che essere costretta a sottostare al ricatto del “Principe” (lo chiamano così per via del suo bell’aspetto, in nettissimo contrasto con il suo comportamento dispotico). Un giorno, però, la ragazza trova la lettera d’amore affissa nella bacheca pubblica e se la prende fortemente con Takeru, non sapendo però che è stata Rika, una delle tante fan del Principe, la quale ha trovato la lettera per caso e per farle un dispetto, mossa dalla gelosia, l’ha resa pubblica. A casa Kayano scopre che la madre sta per sposarsi con il preside della scuola, quindi lei e Takeru diventeranno fratello e sorella. Immaginate già la faccia sconvolta della ragazza, vero? Quando scopre che in realtà non è stato lui a farle il torto, si scusa e viene baciata all’improvviso, bacio che viene visto da Yuichi, il quale si adira nei confronti di Kayano e la maltratta; solo l’intervento di Takero pone fine alle sue molestie e la ragazza scopre pian piano lati di lui che non si sarebbe mai aspettata di vedere. Se ne innamora, ma l’ombra del matrimonio dei loro genitori pende come una scure a tagliuzzare pian piano il filo che li lega.

Il fatto che l’autrice sia un’appassionata della musica rock e della moda, traspare nei suoi disegni: infatti i vestiti sono molto originali e stravaganti, mentre Takeru è ispirato al famoso cantante Hide degli X-Japan, gruppo J-Rock sorto intorno agli anni 80 in Giappone, scomparso ahimè in un incidente stradale il 2 maggio del 1998. Sono uscite inoltre due edizioni del manga, un drama CD e un telefilm cinese chiamato E Mo Zai Shen Bian composto da 20 episodi andati in onda fra giugno e settembre 2005, stampato poi su DVD con contenuti speciali e scene inedite.

Il secondo manga di cui vado a parlare è Crimson Hero, il quale narra la storia di una ragazza quindicenne, Nobara Sumiyoshi, figlia della proprietaria di un importante ryotei (ristorante giapponese). La madre desidera fortemente che la figlia continui la tradizione di famiglia, cosa che la ragazza non ha assolutamente intenzione di fare. Difatti le piace la pallavolo, vive per la pallavolo, muore per la pallavolo e se potesse forse si porterebbe la pallavolo nella tomba. Insomma è un’atleta molto determinata a raggiungere il suo obiettivo: la pallavolo, per l’appunto, quindi preferisce che il ristorante sia dato in gestione a sua sorella minore Soka, molto più incline all’attività di famiglia. Al momento di scegliere le scuole superiori, Nobara decide di iscriversi all’istituto Benino, rinnomato per la sua squadra di pallavolo, ma arrivata sul posto scopre che la madre ha sfruttato la sua posizione di finanziatrice della scuola per eliminare definitivamente il club di pallavolo femminile. Scoperto l’inganno scappa di casa e si trasferisce nel dormitorio dei borsisti della squadra maschile, lavorando come tuttofare e permettendosi così la permanenza nell’istituto, anche grazie all’aiuto della zia, infermiera nella struttura. Comincia così la ricerca di nuove compagne di squadra, ma sarà dura, perchè viene derisa, criticata e osteggiata dai compagni maschi, per cui propone una sfida sul campo, per dimostrare che il club femminile può farcela. E anche qui non mancano di certo i riferimenti tipici dello shojo, fra cui il triangolo Nobara/Yushin/Haibuki (due coinquilini, membri del club maschile). Insomma, un manga che vi consiglio, sia dal punto squisitamente stilistico, sia per la storia che, in fondo, è originale e riprende contaminazioni che non si sono viste per molti anni. Il tratto è preciso e pulito, così come gli sfondi, sopratutto negli ultimi volumi. Le scene d’azione saltano all’occhio per la cura che mette nei movimenti del corpo. Un bel tratto, veramente.

Detto ciò, vi rimando alla visione di queste due serie e alla prossima!