Si tratta dello One-shot da cui è stata tratta la storia di Death Note ed è molto lontano dall’ambientazione cupa e dallo stile giallo della serie. Ryuk è uno Shinigami piuttosto sbadato che perde di continuo il suo quaderno della morte. Il quaderno, caduto nel mondo degli umani, viene trovato da Taro Kagami, un bambino di tredici anni che non capendo subito la scritta presente sul quaderno (della scritta “Death Note” riconosce solo la parola “Note”) decide di usarlo come diario, e la sera stessa scrive i nomi di alcuni suoi compagni. Il giorno dopo scopre che sono morti e spinto dalla curiosità cerca sul dizionario, scoprendo il significato di Death Note. Incuriosito decide di scrivere ancora dei nomi, e il giorno dopo scopre che quelle persone sono morte, avendo così la prova del potere del quaderno, ma attirando così l’interesse della polizia che comincerà a fare delle indagini. A terrorizzare ancora di più Taro ci pensa Ryuk, sceso nel mondo degli umani per vedere che fine avesse fatto il suo vecchio quaderno. Cosa farà Taro? E come si comporterà scoprendo che Ryuk ha perso anche il suo nuovo quaderno?
Mr.A
16/08/2009 at 02:02
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Versione un po' più "soft" del Death Note che conosciamo tutti. Il protagonista di questa a
storia è un bambino, sono del tutto estranei quindi i complicati piani che prendono luogo nella versione definitiva dell'opera: Taro, il Light della situazione, agisce solamente in preda alla paura, senza alcun obiettivo finale. Alcuni dettagli sulle regole del Death Note sono cambiati, tuttavia non portano a risovolti interessanti. La storia purtroppo si conclude più o meno con un nulla di fatto, il finale più che essere un colpo di scena lascia una mera ambiguità sugli eventi futuri.
Qualità del disegno è più o meno identica a quella del Death Note serializzato, quindi ottima, tuttavia rimane una storia con poca verve, che incuriosisce solo a leggere il manga completo.
peppo_93
17/08/2009 at 16:20
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Il DEATH NOTE nelle mani di un bambino. Dato il protagonista più innocente e meno genio, la storia non raggiunge i toni oscuri e pesanti del DEATH NOTE classico, ma rimane leggero e privo del fascino, mistero e strategia del serializzato.
Obata non si smentisce,infatti l'impatto grafico (i disegni) sono circa dello stesso livello della versione "normale". Altri dettagli sono alcune differnze più o meno importanti nell'uso del death note (tipo una gomma magica che permette di riportare in vita le persone uccise dal quaderno, oppure un numero di pagine prestabilite).
Niente di interessante quindi. Consigliato solo ai fan di DEATH NOTE per conoscere la ONE SHOT che ha dato i natali alla magia...