Lights on: FullMetal Alchemist (Parte 1)

di IORI_17 Commenta

Oggi non tratterò nessuna notizia recente ma vorrei proporre un riassunto su una delle serie più interessanti degli ultimi anni ed ancora sulla cresta dell’onda, sto parlando di FullMetal Alchemist. Il manga disegnato da Arakawa ha potuto godere di diverse trasposizioni nel mondo dei videogiochi, alcune davvero riuscite ed altre un po’ meno, analizziamole una per una:

FullMetal Alchemist: L’angelo perduto

Iniziamo con i titoli pubblicati da Square Enix, una trilogia di giochi action rpg usciti su PS2. Il primo, pubblicato in Giappone nel 2003 e nel Nord America nel 2005, si pone cronologicamente tra le puntate 17 e 18 della prima serie dell’anime, la stessa Arakawa si è occupata della trama del gioco nel quale i fratelli Elric dopo aver sventato un attentato sul treno che li avrebbe portati a Central City si ritrovano nella cittadina di New Heissgart in attesa di un nuovo mezzo di trasporto. Qui conoscono Armony, figlia di un importante alchimista famoso per i suoi studi sui materiali catalizzatori dell’alchimia e che respinge regolarmente i gruppi di chimere che assediano la zona, però Edward scopre un collegamento tra quest’ultime e i catalizzatori che lo porterà ad indagare a fondo in cerca della verità e di informazioni sulla pietra filosofale. Il gioco si presenta molto dettagliato e graficamente fedele all’anime nelle fasi di gioco, mentre le scene di intermezzo sono delle vere e proprie animazioni realizzate dallo studio Bones (responsabile della prima serie dell’anime), che aggiunto ad uno stile di gioco simil Kingdom Hearts rendono questo titolo un must per i fan del “piccolo alchimista” ed allo stesso tempo un’esperienza godibile anche per il resto dei giocatori grazie a trovate interessanti come la possibilità di trasmutare vari oggetti sparsi nelle ambientazioni per trasformarli in armi ed un sistema di crescita dei personaggi molto semplice.

FullMetal Alchemist 2: La maledizione dell’elisir scarlatto

Nel 2004 il Giappone accolse il secondo capitolo della saga targata Square Enix ad uscire su PS2, mentre gli americani videro nella loro terra questo titolo solo un anno dopo. Rispetto al precedente si discosta per una grafica migliorata e la totalità dei dialoghi doppiati mantenendo invariati tutti gli aspetti del gameplay. La storia inizia con i fratelli Elric che arrivano a Lior, una città semi deserta nella quale gli abitanti adorano il dio Leto la cui volontà è portata loro dal profeta Cornelio in grado di compiere dei “miracoli”, che Ed e Al scopriranno subito essere pratiche alchemiche che non rispettano lo scambio equivalente. Tramite l’aiuto di Rose, una ragazza del posto, riusciranno ad incontrare Cornelio e scoprire cosa nasconde. Questo è solo l’inizio del gioco (storia ripresa sia dal manga che dall’anime), le vicende si sposteranno poi ad East City, Resembool (città natale dei protagonisti) ed altri luoghi mai apparsi prima nella serie mentre ritroveremo personaggi ben noti come Hawkeye, Mustang ed Armstrong. Ho avuto modo di giocarci di persona ed è sicuramente un gioco che tutti gli amanti del manga apprezzerebbero, il gameplay non è particolarmente impegnativo e la storia è coinvolgente, oltretutto la cura grafica e le scene d’intermezzo animate aiutano ad immergersi ulteriormente, consigliato anche a chi cerca un gioco semplice e divertente.

FullMetal Alchemist 3: La ragazza che superò Dio

Chiudiamo la prima parte di questo articolo con l’ultimo gioco prodotto dalla Square Enix, anche questo sviluppato per PS2 ma a differenza dei precedenti è uscito solo in Giappone, nel 2005 per l’esattezza. La sostanza è la stessa: grafica in stile anime e gameplay da action rpg, ma l’aggiunta di novità importanti lo rendono molto più ricco dei precedenti. Finalmente è possibile usare anche Alphonse a propria discrezione in qualsiasi momento del gioco, ed è stata inserita una tag battle mode nella quale sarà possibile giocare in due usando personaggi sbloccabili durante il corso del gioco (Mustang, Hawkeye, Armstrong, … ) affrontando diversi boss e la possibilità di sbloccare diversi elementi da rivedere in una galleria contenente ben 96 artwork e 10 clip del gioco tra cui il filmato d’apertura ed il video di “Kanashimi no Kizu”, main theme del gioco cantata da Kitade Nana ascoltabile anche nel trailer pubblicitario che potete vedere al termine del paragrafo. Purtroppo il fatto che non sia stato nemmeno tradotto in inglese impedisce di godere al massimo del titolo, ma se qualcuno non volessere rinunciarvi comunque segnalo che degli utenti di youtube hanno postato l’intero walkthrough con la traduzione dei dialoghi, come storia pare anche avvincente a giudicare da quanto ho visto e letto. In quest’ultima avventura i due fratelli accompagnati da Winry si ritrovano in una città costruita all’interno di una valle circondata da monti innevati chiamata Valdora nella quale si imbattono in una ragazza maltrattata da un uomo, ma non appena provano ad intervenire la vittima emette un’accecante fascio di luce dorata che illumina il cielo e mette in fuga l’aggressore, dopodichè sviene. Gli Elric la soccorrono e scoprono che si chiama Sophie e che ha usato l’alchimia, così lei imprime su di loro un cerchio alchemico in grado di ampliare le loro abilità alchemiche e gli spiega che quell’uomo era uno dei 4 guardiani elementali e che devono trovarli per scoprire cos’è il sigillo impresso su Sophie ed ora anche su loro.

Questi sono tutti i titoli prodotti dalla Square Enix su FullMetal Alchemist, e si nota l’impronta lasciata nel gameplay, secondo me sono dei giochi totalmente riusciti, quando ho giocato al secondo ricordo di aver apprezzato molto gli spezzoni animati che completavano perfettamente il lavoro svolto sulla grafica ed era anche molto leggero e divertente da giocare, frutto dell’esperienza nel genere degli action rpg degli sviluppatori. Per oggi è tutto, vi rimando al prossimo articolo per concludere la panoramica sui videogiochi dedicati a FMA.