La guida alla lettura dei manga romantici (3)

di Regola 2

Non starete pensando mica che stia scrivendo la guida per voi, non mi importa se la leggete o meno…

Se avete letto la seconda parte della guida sapete benissimo quale stereotipo di personalità potrebbe usare una frase del genere: in caso di risposta negativa vi consiglio di tornare leggermente indietro in modo da poter seguire il filo del mio vanesio discorso. Nella terza parte tratterò i cosiddetti stereotipi legati al ruolo del personaggio femminile: tenete presente che questi possono combinarsi con quelli presentati la settimana scorsa. I ruoli che qui andrò ad elencare sono ovviamente i più comuni e quelli che più frequentemente si possono incontrare.

L’amica d’infanzia è probabilmente uno degli stereotipi più comuni, ruolo spesso riservato alla protagonista, o comunque alla figura verso la quale il protagonista maschile riserverà parecchie attenzioni. Secondo quanto afferma nel capitolo 57 Katsuragi Keima, (The World God Only Knows), le caratteristiche fondamentali di un’amica d’infanzia sono: deve innanzitutto essere vicina di casa del protagonista; deve preoccuparsi per il protagonista; deve esserci una sorta di promessa a legarli; devono divedersi e ritrovarsi, solitamente al primo anno delle superiori, e lei deve essere una idol o la star della scuola (e il protagonista deve aver dimenticato la promessa); l’amica d’infanzia è spesso destinata a diventare la futura sposa del protagonista. È ovvio che non tutti i personaggi hanno queste caratteristiche ideali, ma sono pressapoco queste le più comuni, variate o armonizzate con altre. Amiche d’infanzia famose sono sicuramente Minami Asakura (Touch), Tsugumi Aoba (Kannagi), Ran Mori (Detective Conan), Menma (Ano Hana); quasi ogni anime/manga a sfondo sentimentale ha un personaggio di questo tipo, spesso l’amica d’infanzia è anche una tsundere. La promessa è una componente fondamentale, spesso il tema principale della storia: in molte serie i protagonisti fanno molte promesse, ma la più potente è indubbiamente quella fatta nell’infanzia. Negli anime in cui l’amica d’infanzia non è la protagonista femminile il triste momento in cui dovrà essere respista è inevitabile, anche perchè i protagonisti si sentiranno sempre legati da un profondo affetto fraterno nei loro confronti (comunque diverso da quello di una sorella vera e propria) e terranno sempre in considerazione le loro opinioni.

 

Le sorelle minori (imouto) e quelle maggiori (onee-san) sono altri personaggi ricorrenti, che hanno ruoli più o meno vari. La prima caratteristica del quale accertarsi è l’assenza o la presenza di un effettivo legame sanguigno con la sorella: nel caso questo sia assente (e stando a quanto posso ricordare, solo nel caso di un’imouto) essa sarà anche sentimentalmente interessata al protagonista (o assolutamente disinteressata). In questo caso è anche una relazione senza speranza poichè i protagonisti maschili, spesso pappemolli, saranno di media in grado di mettere in chiaro i loro fraterni sentimenti: caso esemplare è Kanako di Love Hina. Altro anime interessante per la presenza di ben tre imouto è Papa no Iukoto o Kikinasai!, bellissimo e commovente slice of life di qualche anno fa; fra le commedie romantiche arricchite da fan service invece c’è Kono Naka ni Hitori Imouto ga Iru, in cui il protagonista deve sposarsi per ereditare il colosso industriale del padre, e per trovare una moglie si trasferisce in un istituto dove però scopre esservi anche segretamente iscritta una figlia illeggittima di suo padre, e deve assolutamente evitare una relazione sentimentale con questa. Esempi di sorelle minori più classiche, non ossessionate dal protagonista sono Kirino di Oreimo, Kobato di Haganai (che soffre anche di chuunibyou… ne parlerò un altro giorno) e consideriamo tali anche la coppia Karen&Tsukihi di Bakemonogatari… da questi esempi potete immaginare che le imouto si rivelano essere più fonti di preoccupazione e stress che di altro. Nel caso delle onee-san, invece, qualora via sia interesse sentimentale (da parte del protagonista previa l’assenza di legami di sangue) la situazione si ribalta: è il fratello a dover faticare per togliersi di dosso l’etichetta che ritiene soffocante… laddove non c’è interesse sentimentale, invece, si tratta di personaggi spesso maturi che passano il loro tempo a tenere a bada i giovani scalmanati, o in altri, rappresentano un ostacolo per il protagonista che si ritrova ad avere un violento vigilante sempre alla calcagna. Tenete presente inoltre che il titolo onee-san può essere attribuito anche a personaggi femminili più anziani, maturi e affidabili, anche in assenza di legami di parentela. Alcuni esempi di onee-san con legame di sangue possono essere Akira Yoshii (Baka to Test) e Nanami Kirishima (Ano Natsu de Matteru), mentre per personaggi con atteggiamenti da sorella maggiore Misae Sagara (Clannad) e Maria-san (Hayate no Gotoku).

N.B.: la trattazione del fenomeno “sis-con” è lunga e complessa, e legata a radici culturali. Un giorno potrei tornare sull’argomento più approfonditamente.

 

Altro personaggio caratteristico è la straniera, che è anche una studentessa trasferita: una delle caratteristiche più costanti di questi personaggi è di avere i capelli biondi. Sebbene negli anime di vedano capelli di ogni colore che la tavolozza possa garantire, spesso vi è il riferimento al fatto che il colore tipico dei capelli in Giappone sia il nero, o il marrone, e quindi questi personaggi di origine europea o americana vengono caratterizzati da un colore che secondo l’immaginario giapponese è tipico dalle nostre zone. Da non confondere con quei personaggi che tingono i loro capelli, atto visto dalla società nipponica come forma di ribellione giovanile. Nelle commedie romantiche questi personaggi hanno principalmente due punti a favore: la novità che portano con se con il loro trasferimento, e il fatto che avendo vissuto altrove e spesso all’estero, hanno acquisito costumi differenti, e sono quindi più emancipate e oneste per quanto riguarda i loro sentimenti… non rammento una straniera con toni tsundere (potrebbe esserci, semplicemente potrei non ricordarmene), come pure non mi pare di ricordare alcun lieto fine con un personaggio di questo tipo. Spesso hanno il ruolo di animatori, o completano le gag combinandosi con i vari personaggi. Cito Tina Foster (Sempre più blu) e Charlotte Dunois (Infinite Stratos, per il ruolo centrale in più episodi). In opposizione alla “straniera” spesso in alcuni anime è possibile trovare la “sacerdotessa”, che rappresenta invece appieno le caratteristiche tipiche della donna giapponese, anche se spesso solamente in apparenza (vedi Shirayuki di Hidan no Aria e Rei Hino aka Sailor Mars).

N.B.: la trattazione di personaggi “mezzosangue” richiederebbe un articolo lungo quanto questo. Attenetevi comunque a queste informazioni di base.

 

Esistono tanti ruoli legati all’ambiente scolastico, eccone alcuni:

  • le presidentesse del Comitato Studentesco, personaggi (quasi) sempre decisi e con un carattere forte che non aspettano altro di mostrare il loro lato “dere” al protagonista. Esempi classici sono Tomoyo Sakagami (Clannad), Shino Amakusa (Seitokai Yakuindomo) e Sakurano Kurimu (Seitokai no Ichizon, che è anche una tsundere loli con tratti da burikko, vedi la seconda parte della guida);
  • le bibliotecarie, sempre molto sensibili e silenziose, che offrono spesso ai protagonisti rifugio nel loro castello composto da libri, fornendo pace, un caldo tè e a volte anche consigli utili. Shiori Shiomiya (The World God Only Knows) e Yukine Miyazawa (Clannad) sono due delle più famose;
  • le professoresse invece sono più spesso personaggi di contorno, poichè i protagonisti sono studenti delle superiori e si tratta relazioni di cui è difficile trattare. La maggior parte delle professoresse sono gentili, disponibili ed entusiaste ma mai bersaglio diretto di interessi sentimentali: quando questo accade, stando a quanto sostiene Katsuragi Keima nell’arco narrativo di Jun Nagase, il primo passo consiste nell’avere incontri fuori dall’ambito scolastico in modo da non essere intralciati dall’etichetta di studente. L’unico altro manga in cui ho potuto leggere di una storia d’amore fra uno studente e una professoressa è Kissxsis (harem ecchi, non ne consiglio la lettura), mentre in Minami-ke compaiono spesso scene di un telefilm chiaramente satirico sull’impossibile storia d’amore tra un insegnante e una sua studentessa (Sensei&Ninomiya-kun);
  • le infermiere sono personaggi di sfondo praticamente presenti in tutti gli anime a sfondo sentimentale, il loro uso è tuttavia più comune in hentai e eroge, dove l’infermieria diventa spesso un nido d’amore. Il vestito da infermiera fa parte di uno degli immaginari erotici giapponesi ed è ampiamente utilizzato in anime e manga, spesso come cosplay di personaggi femminili (scene moe, per intenderci).

Stereotipo recentemente riportato al successo è invece quello della idol, anche per il successo di gruppi musicali come AKB48 e Perfume, o di artiste come Shoko Nakagawa, Kotoko e Aya Hirano (le ultime due sono anche famose nel mondo dell’animazione). Avere un’amante idol può essere appagante all’inizio, ma col tempo si rivela frustrante: sia per gli impegni sempre maggiori che renderanno difficile, senonchè impossibile vedersi, sia per il fatto che la relazione va tenuta segreta (quando agli uomini piace molto vantarsi delle proprie conquiste ndRegola). Un manga con dinamiche simili che posso consigliare è I”s di Masakazu Katsura; in opere più recenti abbiamo come personaggi idol Kanon Nakagawa (The World God Only Knows), Ruka Suirenji (Hayate no Gotoku) e tutto il cast femminile di The [email protected], del quale potete trovare una trattazione ne Gli Inguardabili.

Immagine presa dalla mia personale collezione di fanart di questo manga…

Anche per oggi abbiamo finito! La guida torna giovedì prossimo, e come sempre ringrazio tutti coloro che leggono i miei deliri, sperando li troviate interessanti e se avete domande non esitate a porle, sono qui a vostra disposizione!

 

  • wask

    mmh non ho letto kissxsis ma unbalance x, prova a legerlo! la storia del manhwa si incentra proprio sulle difficolt in un rapporto prof-studente.

    • segnato, appena ho tempo lo leggo.