Fukushima, ringraziamenti e mostre per ricordare la tragedia

di tappoxxl Commenta

Sono passati ormai 9 mesi dal disastro che ha sconvolto il Giappone. L’11 marzo scorso, un terremoto ha fatto tremare la terra e la vita delle persone. Il sisma ha provocato anche uno spaventoso tsunami che si è abbattuto sulle coste nord-occidentali del paese distruggendo e sommergendo qualsiasi cosa incontrasse sul suo cammino. Migliaia di persone sono morte, molti sono stati i dispersi e i danni alle abitazioni ingenti. Il paese ha ricevuto da subito aiuti da tutto il mondo. Sono stati organizzati concerti di beneficienza per raccogliere fondi da destinare alle famiglie terremotate. Le star hanno prodotto magliette personalizzate i cui ricavati sono andati tutti ai bambini rimasti orfani. Ogni fiera, manifestazione, evento e serata con a tema il Giappone e la sua cultura hanno raccolto fondi da destinare alla ricostruzione e alla pulizia delle strade invase da migliaia di detriti portati dalla violenza del mare. Bene, ora, dopo ben 9 mesi dal disastro il Giappone, se non fosse per i cali di energia dovuti allo spegnimento di molte centrali nucleari e alle fughe radioattive di Fukushima, si sarebbe risollevato, economicamente parlando. E per questo ha deciso di dire grazie a tutti quelli che in questi mesi hanno aiutato la popolazione giapponese.

Avrei voluto mostrarvi il video in questione, ma la Camera di Commercio e dell’Industria di New York ha reclamato una violazione del copyright e quindi youtube ha eliminato il video. Per ovviare a questo spiacevole inconveniente, vi allego un altro video in cui si ripercorre tutta la vicenda accaduta l’11 marzo scorso e in cui si ringraziano i volontari per il loro splendido lavoro. (se siamo fortunati forse si tratta dello stesso video)

 

 

E per far conoscere il disagio di quei giorni di inferno, il fotografo italiano Giulio Di Sturco, parteciperà al progetto “3/11 Tsunami Photo Project”, un libro fotografico digitale e collettivo sugli effetti del sisma e della grande onda abbattutisi sul Giappone il marzo scorso. Le sue foto saranno inoltre esposte fino al 20 gennaio 2012 alla OpenMind Gallery di Milano. La mostra è a cura di Chiara Oggioni Tiepolo e il lavoro di Giulio Di Sturco merita di essere visionato. Il fotografo si è addentrato nelle zone proibite attorno a Fukushima e ha scattato immagini di gente sola alla ricerca dei ricordi di una vita spazzata via dalla furia degli elementi. Scene toccanti riprese dall’obiettivo di una macchina fotografica, capaci di regalare a chi le vede la stessa commozione che deve aver provato il fotografo mentre premeva il pulsante per scattare la foto.