True Detective

Questo argomento contiene 30 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Gilles Villeneuve 3 anni, 7 mesi fa.

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  • #634534

    Gilles Villeneuve
    Partecipante

    True Detective – Wikipedia
    True Detective (TV series) – Wikipedia, the free encyclopedia

    Gran cinema in questa serie. Me la sto godendo in alta definizione e al momento sono al primo episodio (Woody Arrelson ha la zeppola in bocca?! :icon_eek: non lo sapevo…), non vedo l’ora di recuperare gli altri.
    L’immensa provincia americana a fare da sfondo alla lunghissima ricerca di un serial killer.
    Chi sarà mai? Dove si sta nascondendo in tutto questo tempo? Perché fa quel che fa? Riusciranno i nostri “eroi” (tanto umani nelle loro debolezze e traumi) a trovarlo?

    Chi la sta seguendo?

    #995528

    Serie dell’anno per manifesta superiorità. Non c’è nemmeno bisogno di aspettare che esca la concorrenza. E un McConaughey strepitoso si accaparrerà ogni premio possibile per il suo Rust Cohle. Che Bryan Cranston si metta l’animo in pace: in fondo ha già vinto tanto in passato e certamente non se ne avrà a male.
    Ad ogni modo, se posso permettermi di aggiungere una piccola correzione alla tua sinossi, direi che True Detective, come indica il titolo stesso del resto, è più un viaggio nelle vite e nelle menti dei due protagonisti nei diciassette anni che separano l’inizio del caso e la sua risoluzione che non una banale caccia al serial killer di turno à la C.S.I. È una serie molto particolare (oserei spingermi a dire che si tratta di un prodotto “di nicchia”, ma mi limiterò a dire “d’autore” per non sembrare troppo pretenzioso) rispetto alla norma made in USA e il fatto che tutti e otto gli episodi siano stati scritti dallo stesso creatore/sceneggiatore e diretti dal medesimo regista dona una compattezza cinematografica mai raggiunta in televisione prima d’ora. Aiuta a creare l’atmosfera pesante che permea lo schermo in ogni inquadratura anche e soprattutto la cupa e arretrata Louisiana che fa da sfondo alla storia: una Louisiana terrificante, molto più vicina all’inferno di quanto si possa pensare. Tocco di classe sono le dissertazioni filosofiche di Rust, assolutamente affascinanti e profonde, specialmente se calate nel contesto di riferimento.
    Da mettere in evidenza anche il format “antologico”, con una storia diversa e un cast diverso per ogni stagione a venire (la seconda non è stata ancora annunciata, ma dato il successo di pubblico e critica è praticamente certa): niente lungaggini, niente reiterazioni, tanta sostanza. Insomma, un gioiellino da non perdere e da far conoscere perché merita. Dico davvero. :ahsisi:
    Bravo Gilles per aver creato un topic apposito per discuterne, sperando che siano in molti qui a vederla – la speranza è l’ultima a morire :asd: -.

    #995541

    Gilles Villeneuve
    Partecipante

    Quel che hai scritto è quello che cercavo di scrivere ma non trovavo le frasi giuste, quindi ho optato per qualcosa di semplicissimo :asd:
    Il tuo pensiero sul territorio inquietanto è vero, lo si percepisce già dal primo episodio. Soprattutto quando ci sono riprese larghe o panoramiche dall’alto, come se i protagonisti fossero piccoli esseri che si muovono in un ambiente cupo ed infinitamente più grande di loro, dentro il quale da qualche parte c’è quel mostro che si nasconde. Al momento ho visto i primi 2 ed effettivamente la cattura del killer è pressocché in secondo piano rispetto all’analisi delle psicologie dei protagonisti, ai loro problemi. [SPOILER]L’accoppiata normale+pazzo (o cuore+mente) è fatta proprio bene: da un lato il normale cornifica la moglie e la bella famiglia con una giovane collega, e quasi ha paura dell’efferatezza del killer, dall’altro c’è il pazzo che è un fenomenale detective che affronta le indagini impavidamente (e alla fine gli piace questo lavoro, anche se dice di no nel primo episodio) e di certo sarebbe un marito più fedele del collega[/SPOILER]Ho notato un cambio di colonna sonora già dal secondo episodio, con canzoni di vario genere (un po’ blues e anche gospel nel terzo ep.) e non solo musiche macabre.
    E Rust che tira fuori un paio di perle filosofiche ad episodio quasi come V :asd:
    Sembra davvero un film di 8 ore diviso in 8 episodi. Fotografia stupenda: la visione in alta definizione è quasi obbligatoria.
    E la Daddario tettona mi sembra scarsina come attrice. Mi sa che l’hanno scelta solo perché tettona e giovane.
    Il terzo episodio finisce col botto! E’ tardi e rinvio la visione, ma non vedo l’ora!!

    #995707

    Jiraiya92
    Membro

    Quello che ha scritto Winston è quello che avrei voluto scrivere anch’io.
    Grazie per avermi risparmiato un po’ di tempo :asd:

    Oltre a ciò aggiungo:

    La serie è così ben realizzata perché è scritta interamente da una sola persona e perché è diretta da un solo regista.
    Questo è il motivo per cui risulta così omogenea e compatta.

    La serie è un classico procedurale ma si discosta dagli altri procedurali per il fatto di porre l’attenzione prevalentemente sul conflitto/dualismo tra i protagonisti, sul conflitto interiore di essi. In questi termini il caso del serial killer passa un po’ in secondo piano (anche se dagli ultimi episodi, circa dal 5 in avanti, ritorna prepotentemente fuori).
    La serie si caratterizza molto anche per i “filosofeggiamenti” di Rust, carini ma anche portati all’eccesso qualche volta.
    La serie poi, essendo della HBO, quindi via cavo, si sofferma molto sui dialoghi (caratteristica appunto delle serie via cavo e delle serie HBO).
    Il ritmo è molto molto lento (addirittura più lento di Breaking Bad) ma non fa mai annoiare.
    E’ sicuramente però un prodotto di nicchia che difficilmente piacerebbe al pubblico generalista se trasmesso in Italia, ma solo ad un pubblico di forti appassionati ed intenditori, capaci di apprezzare fino all’amore queste opere d’arte (un po’ la stessa cosa che capiterebbe con BB).
    Molto bello il mondo dipinto in cui è ambientata la vicenda, una Lousiana decadente e paurosa, quasi un altro mondo.

    Tutti gli attori sono in grandissimo spolvero. McC. meriterebbe l’emmy ma a mio avviso Cranston lo merita di più (semplicemente per il fatto che Cranston fa un po’ le stesse cose dei personaggi di True Detective e anche di più; Cranston fa vedere di essere bravissimo in più “condizioni”, mentre in True Detective non ci si discosta molto da un certo tipo di scene).
    Opinione personale. McC. comunque è strabiliante e ti tiene ipnotizzato allo schermo proprio come Cranston.
    E’ lecito dire infatti che True Detective si fa guardare anche, ed in buona parte, per le interpretazioni eccellenti e per il carisma che riescono a trasmettere gli attori/personaggi.
    E’ l’ultimo anno e sarebbe molto bello che Breaking Bad si porti a casa (giustamente) i migliori premi, che ne faccia incetta.
    Prontamente però vincerà McC. :asd:

    Il killer è molto probabile a mio avviso che sia il prete nero della prima puntata. Non credo infatti che abbiano deciso di chiamare un attore famoso come Clark Peters per tenerlo in scena per soli 2/3 minuti.
    Tra 2 settimane sapremo tutta la verità.

    #995740

    Caesar VII
    Partecipante

    La sto seguendo anch’io :sisi: È una serie che sta ricevendo una cascata di critiche positive, sia dalla “critica” sia dal pubblico e io concordo in gran partecon quasi tutto.
    Però un appunto voglio farlo sul personaggio di McConaughey, un personaggio creato con l’intento di essere un personaggio “figo” che dice cose fighe sempre e comunque e che snocciola discorsi tra il filosofico e l’autocompiacimento in occasione, senza che spesso ci sia un collegamento solido con la situazione del momento.
    Ben venga se queste elucubrazioni scaturiscono da un discorso studiato e ben costruito, fatto di un botta e risposta che stimola la discussione, ma non quando sono infilate a forza in ogni discorso per elevarlo da normale a intellettuale… Alla lunga diventa fastidioso e pesante, soprattutto quando Mcc recita nel presente (quando è trasandato tanto per intenderci) dove parla oltretutto con una voce roca monocorda e sigaretta costante tra le dita, tanto per aumentare l’aria di saccenza e ispirazione come se già non bastassero i suoi monologhi. Insomma, io critico la maniera forzata con cui queste elucubrazioni filosofiche (seppur interessanti) sono inserite a forza rallentando il ritmo in maniera pericolosa. Negli ultimi episodi la cosa è migliorata, complice anche una certa accelerazione del ritmo, ma la sensazione resta.

    Comunque resta un prodotto pregevole che però, secondo i miei gusti, non è la miglior novità della stagione.

    #995770

    Jiraiya92
    Membro

    La sto seguendo anch’io :sisi: È una serie che sta ricevendo una cascata di critiche positive, sia dalla “critica” sia dal pubblico e io concordo in gran partecon quasi tutto.
    Però un appunto voglio farlo sul personaggio di McConaughey, un personaggio creato con l’intento di essere un personaggio “figo” che dice cose fighe sempre e comunque e che snocciola discorsi tra il filosofico e l’autocompiacimento in occasione, senza che spesso ci sia un collegamento solido con la situazione del momento.
    Ben venga se queste elucubrazioni scaturiscono da un discorso studiato e ben costruito, fatto di un botta e risposta che stimola la discussione, ma non quando sono infilate a forza in ogni discorso per elevarlo da normale a intellettuale… Alla lunga diventa fastidioso e pesante, soprattutto quando Mcc recita nel presente (quando è trasandato tanto per intenderci) dove parla oltretutto con una voce roca monocorda e sigaretta costante tra le dita, tanto per aumentare l’aria di saccenza e ispirazione come se già non bastassero i suoi monologhi. Insomma, io critico la maniera forzata con cui queste elucubrazioni filosofiche (seppur interessanti) sono inserite a forza rallentando il ritmo in maniera pericolosa. Negli ultimi episodi la cosa è migliorata, complice anche una certa accelerazione del ritmo, ma la sensazione resta.


    Stessa cosa che penso io.
    Per evitare di scrivere così tanto ho sintetizzato il tutto in una riga però il mio pensiero corrisponde a questo. :asd:

    Solo un appunto riguardo l’interrogazione nel presente: Rust fa apposta a bere, a costruire con la lattina le figure di vari omini, a parlare in maniera molto arzigogolata (quasi appunto al limite della pazzia agli occhi di una persona normale) per far sì che le sue testimonianze non possano essere utilizzate in un eventuale processo.

    Comunque resta un prodotto pregevole che però, secondo i miei gusti, non è la miglior novità della stagione.

    In questo caso sono in disaccordo.
    A mio parere tra le tutte le nuove serie di quest’anno True Detective è di sicuro la migliore.
    E’ veramente difficile per le altre nuove serie tv competere con tale cura in regia, fotografia e recitazione.
    Rivaleggia tranquillamente anche con le serie già in corso.

    Una cosa che mi sono dimenticato di scrivere: menzione d’onore per la sigla. Una delle più belle di sempre.

    #995773

    Caesar VII
    Partecipante

    A mio parere tra le tutte le nuove serie di quest’anno True Detective è di sicuro la migliore.
    E’ veramente difficile per le altre nuove serie tv competere con tale cura in regia, fotografia e recitazione.

    E, invece, io credo che Black Sails, a sorpresa, potrebbe tranquillamente competere. Sono entrambe due serie nuove con ottimi attori, ottima regia, ottima scrittura. Per forza di cose Black Sails ha una tematica più leggera, un’atmosfera più scanzonata con una finalità diversa da True Detective ma non per questo deve essere considerata inferiore.
    L’atmosfera della Louisiana, nella sua decadenza e contraddizioni, pur resa ottimamente non può vincere sul’atmosfera caraibica nei miei gusti :asd:

    #995814

    Gilles Villeneuve
    Partecipante

    Quello che ha scritto Winston è quello che avrei voluto scrivere anch’io.
    Grazie per avermi risparmiato un po’ di tempo :asd:

    Oltre a ciò aggiungo:

    La serie è così ben realizzata perché è scritta interamente da una sola persona e perché è diretta da un solo regista.
    Questo è il motivo per cui risulta così omogenea e compatta.

    La serie è un classico procedurale ma si discosta dagli altri procedurali per il fatto di porre l’attenzione prevalentemente sul conflitto/dualismo tra i protagonisti, sul conflitto interiore di essi. In questi termini il caso del serial killer passa un po’ in secondo piano (anche se dagli ultimi episodi, circa dal 5 in avanti, ritorna prepotentemente fuori).
    La serie si caratterizza molto anche per i “filosofeggiamenti” di Rust, carini ma anche portati all’eccesso qualche volta.
    La serie poi, essendo della HBO, quindi via cavo, si sofferma molto sui dialoghi (caratteristica appunto delle serie via cavo e delle serie HBO).
    Il ritmo è molto molto lento (addirittura più lento di Breaking Bad) ma non fa mai annoiare.
    E’ sicuramente però un prodotto di nicchia che difficilmente piacerebbe al pubblico generalista se trasmesso in Italia, ma solo ad un pubblico di forti appassionati ed intenditori, capaci di apprezzare fino all’amore queste opere d’arte (un po’ la stessa cosa che capiterebbe con BB).
    Molto bello il mondo dipinto in cui è ambientata la vicenda, una Lousiana decadente e paurosa, quasi un altro mondo.

    Tutti gli attori sono in grandissimo spolvero. McC. meriterebbe l’emmy ma a mio avviso Cranston lo merita di più (semplicemente per il fatto che Cranston fa un po’ le stesse cose dei personaggi di True Detective e anche di più; Cranston fa vedere di essere bravissimo in più “condizioni”, mentre in True Detective non ci si discosta molto da un certo tipo di scene).
    Opinione personale. McC. comunque è strabiliante e ti tiene ipnotizzato allo schermo proprio come Cranston.
    E’ lecito dire infatti che True Detective si fa guardare anche, ed in buona parte, per le interpretazioni eccellenti e per il carisma che riescono a trasmettere gli attori/personaggi.

    Il killer è molto probabile a mio avviso che sia il prete nero della prima puntata. Non credo infatti che abbiano deciso di chiamare un attore famoso come Clark Peters per tenerlo in scena per soli 2/3 minuti.
    Tra 2 settimane sapremo tutta la verità.

    Come non ricordare Se7en. Spacey mica può fare la comparsa :asd:
    Quel prete nemmeno lo ricordo, però non vedo l’ora di arrivare al finale. E sarebbe sfizioso se nella prossima serie cambiassero gli attori, ma conservando i nomi.
    Secondo me la serie potrebbe essere apprezzata anche in Italia, sono ottimista.
    Solo al quinto episodio ho notato durante i titoli di testa (e confermo la sigla bellissima sia nel video che nella canzone) che la coppia d’attori è anche coppia di produttori esecutivi. Merito a loro anche in questo.
    E pure l’attrice che fa la moglie di Marty è molto brava.

    Però un appunto voglio farlo sul personaggio di McConaughey, un personaggio creato con l’intento di essere un personaggio “figo” che dice cose fighe sempre e comunque e che snocciola discorsi tra il filosofico e l’autocompiacimento in occasione, senza che spesso ci sia un collegamento solido con la situazione del momento.
    Ben venga se queste elucubrazioni scaturiscono da un discorso studiato e ben costruito, fatto di un botta e risposta che stimola la discussione, ma non quando sono infilate a forza in ogni discorso per elevarlo da normale a intellettuale… Alla lunga diventa fastidioso e pesante, soprattutto quando Mcc recita nel presente (quando è trasandato tanto per intenderci) dove parla oltretutto con una voce roca monocorda e sigaretta costante tra le dita, tanto per aumentare l’aria di saccenza e ispirazione come se già non bastassero i suoi monologhi. Insomma, io critico la maniera forzata con cui queste elucubrazioni filosofiche (seppur interessanti) sono inserite a forza rallentando il ritmo in maniera pericolosa. Negli ultimi episodi la cosa è migliorata, complice anche una certa accelerazione del ritmo, ma la sensazione resta.

    Secondo me invece è azzeccato per due semplici motivi: Rust non muore dalla voglia di farsi interrogare ( :asd: ) e poi non ci sta tanto con la testa ( 😀 )
    Già nel passato è parecchio strano e notevolmente segnato per i fatti della sua vita, nel presente lo è moooolto di più. Ci sta che sia ancor più fissato con la “filosofia”

    – Quanto è mitico il lunghissimo piano sequenza nel finale del quarto episodio?? Sarà stato proprio complesso girarlo!

    – Fino al quinto episodio, questi è il migliore di tutti. O almeno questa è la mia sensazione. E’ il più completo: poliziesco, thriller, dramma familiare, la vittoria sofferta dei buoni sul mostro – anzi no, la minaccia non è morta, e altro che ora non ricordo

    – Le musiche continuano a cambiare di genere e ho notato che è quasi sempre nuvoloso.

    #995819

    Secondo me la serie potrebbe essere apprezzata anche in Italia, sono ottimista.

    Dando un’occhiata al tipo di serie che hanno successo in Italia, ne dubito. Sarebbe in ogni caso materiale da Rai4, che Freccero ha indirizzato sulla via della serialità di nicchia e di successo di critica. In ogni caso, True Detective è un prodotto che perderebbe molto se doppiato, specialmente per le voci tipicamente territoriali dei due protagonisti (McConaughey è un texano doc anche nel parlare).

    Secondo me invece è azzeccato per due semplici motivi: Rust non muore dalla voglia di farsi interrogare ( :asd: ) e poi non ci sta tanto con la testa ( 😀 )
    Già nel passato è parecchio strano e notevolmente segnato per i fatti della sua vita, nel presente lo è moooolto di più. Ci sta che sia ancor più fissato con la “filosofia”

    Secondo me, invece, Rust è molto più assennato di quanto possa apparire. Ho la sensazione che il suo credo filosofico sia dettato quasi totalmente da esperienze di vita piuttosto che da un pedissequo studio libresco e per riuscire a coniugare fra sé idee tanto complesse quanto razionali non si può non essere lucidi.

    – Quanto è mitico il lunghissimo piano sequenza nel finale del quarto episodio?? Sarà stato proprio complesso girarlo!

    Una delle più belle scene che abbia mai visto in televisione. Con un McConaughey calato totalmente nella parte di Rust che interpreta Crash. Da applausi a scena aperta.

    – Fino al quinto episodio, questi è il migliore di tutti. O almeno questa è la mia sensazione. E’ il più completo: poliziesco, thriller, dramma familiare, la vittoria sofferta dei buoni sul mostro – anzi no, la minaccia non è morta, e altro che ora non ricordo

    Tendo a concordare. Diciamo che se la gioca con il quarto, che ha dalla sua il succitato piano sequenza finale.

    #995840

    Jiraiya92
    Membro

    Come non ricordare Se7en. Spacey mica può fare la comparsa :asd:
    Quel prete nemmeno lo ricordo, però non vedo l’ora di arrivare al finale. E sarebbe sfizioso se nella prossima serie cambiassero gli attori, ma conservando i nomi.

    Non è che Spacey fece proprio una comparsa :asd:
    Da quando viene introdotto è presente fino alla fine del film.

    Se non ti ricordi del prete nero non ti sarai ricordato anche del reverendo Tuttle (che viene fatto vedere di nuovo nell’episodio 6, se non sbaglio. Non l’ho ancora visto, ma solo il suo promo).

    Secondo me la serie potrebbe essere apprezzata anche in Italia, sono ottimista.

    Ti ha già risposto Winston.

    – Quanto è mitico il lunghissimo piano sequenza nel finale del quarto episodio?? Sarà stato proprio complesso girarlo!

    Qui un approfondimento: ‘True Detective’: How Did They Pull Off That Final Shot? | MTV.com
    Comunque l’episodio del famoso piano sequenza da un lato è quello più forzato. C’erano mille altri modi per catturare il biker ed interrogarlo, ma ovviamente hanno deciso per la maniera più cinematografica, improbabile e pericolosa :asd:

    – Fino al quinto episodio, questi è il migliore di tutti. O almeno questa è la mia sensazione. E’ il più completo: poliziesco, thriller, dramma familiare, la vittoria sofferta dei buoni sul mostro – anzi no, la minaccia non è morta, e altro che ora non ricordo

    Diciamo che la serie è un continuo crescendo.

    ———- Post added at 16:27 ———- Previous post was at 16:23 ———-

    Dando un’occhiata al tipo di serie che hanno successo in Italia, ne dubito. Sarebbe in ogni caso materiale da Rai4, che Freccero ha indirizzato sulla via della serialità di nicchia e di successo di critica. In ogni caso, True Detective è un prodotto che perderebbe molto se doppiato, specialmente per le voci tipicamente territoriali dei due protagonisti (McConaughey è un texano doc anche nel parlare).

    Un po’ come Breaking Bad, o tutte le altre produzioni (serie e film) in cui vi sono accenti fortemente marcati ed in cui gli attori recitano da dio.
    Per quanto sia ottimo il nostro doppiaggio, se un attore (o tutti, per esempio nel caso di Breaking Bad) sta facendo l’interpretazione della vita non si riuscirà mai neanche avvicinarsi minimamente all’originale con il doppiaggio.

    Riprendendo il caso di Breaking Bad: doppiato fa schifo e come serie perde buona parte della sua bellezza.

    #995864

    Gilles Villeneuve
    Partecipante

    Non è che Spacey fece proprio una comparsa :asd:
    Da quando viene introdotto è presente fino alla fine del film.

    Se non ti ricordi del prete nero non ti sarai ricordato anche del reverendo Tuttle (che viene fatto vedere di nuovo nell’episodio 6, se non sbaglio. Non l’ho ancora visto, ma solo il suo promo).

    Ok, però si vede poco. Quando vidi il film per la prima volta lo sgamai più per la voce del doppiatore famoso. Anche quello fu un indizio :asd:
    Il reverendo lo ricordo, anche quello è un volto familiare. Sto nero… niente… Ora comincio il sesto epsodio.

    Sono d’accordo su Rai4 e le serie di nicchia, anche per gli accenti non doppiabili, però Hannibal è riuscito a passare su Italia1 e anche quella serie ha tanta qualità e non facilmente assimilabile

    – anche il sesto episodio è ottimo, la prima parte è potente. Quasi tutta l’attenzione è sui protagonisti, più la moglie di Marty (ancora una volta molto brava l’attrice). Finale che rimanda ad un settimo episodio interessantissimo

    #995929

    max23
    Membro

    Sono alla seconda puntata e mi sta piacendo veramente tanto :sisi:
    Avete già detto tutto quello che c’è da dire, in effetti 😀

    Un solo appunto a Jiraiya però: per ora non mi sembra che la serie abbia niente del Procedural, anzi. E lo trovo decisamente un bene :sisi:

    #995942

    Jiraiya92
    Membro

    Sono alla seconda puntata e mi sta piacendo veramente tanto :sisi:
    Avete già detto tutto quello che c’è da dire, in effetti 😀

    Un solo appunto a Jiraiya però: per ora non mi sembra che la serie abbia niente del Procedural, anzi. E lo trovo decisamente un bene :sisi:

    Un po’ procedural lo è dato in partenza di sua natura (Crime, thriller, procedural).
    Poi inoltre la coppia investiga su più casi (all’apparenza scollegati tra loro ma che in realtà non lo sono. Fanno tutti parte del macro-caso generale però alcuni episodi si soffermano solo su alcune porzioni di esso).

    Ovviamente non è procedural come CSI

    #995995

    Querion
    Membro

    True Detective è una gran serie, forse la migliore da anni nel genere poliziesco-thriller (sinceramente altri titoli forti negli ultimi anni manco mi vengono in mente), però ci sono altre serie altrettanto forti come Black Sails o la seconda stagione di Vikings (con una prima puntata da brivido).

    Concordo con chi mal digerisce le dissezioni pseudo-filosofiche, troppo pesanti, spesso slegate dal contesto e inutili. Per certi versi mi danno l’impressione opposta a quello che gli autori vorrebbero.

    #996138

    Cornice
    Partecipante

    La sto seguendo anch’io :sisi: È una serie che sta ricevendo una cascata di critiche positive, sia dalla “critica” sia dal pubblico e io concordo in gran partecon quasi tutto.
    Però un appunto voglio farlo sul personaggio di McConaughey, un personaggio creato con l’intento di essere un personaggio “figo” che dice cose fighe sempre e comunque e che snocciola discorsi tra il filosofico e l’autocompiacimento in occasione, senza che spesso ci sia un collegamento solido con la situazione del momento.
    Ben venga se queste elucubrazioni scaturiscono da un discorso studiato e ben costruito, fatto di un botta e risposta che stimola la discussione, ma non quando sono infilate a forza in ogni discorso per elevarlo da normale a intellettuale… Alla lunga diventa fastidioso e pesante, soprattutto quando Mcc recita nel presente (quando è trasandato tanto per intenderci) dove parla oltretutto con una voce roca monocorda e sigaretta costante tra le dita, tanto per aumentare l’aria di saccenza e ispirazione come se già non bastassero i suoi monologhi. Insomma, io critico la maniera forzata con cui queste elucubrazioni filosofiche (seppur interessanti) sono inserite a forza rallentando il ritmo in maniera pericolosa. Negli ultimi episodi la cosa è migliorata, complice anche una certa accelerazione del ritmo, ma la sensazione resta.

    Comunque resta un prodotto pregevole che però, secondo i miei gusti, non è la miglior novità della stagione.

    Sulla parte in neretto non la penso come te. Credo che partendo dal presupposto che il personaggio sia nato per essere “figo” si snaturi invece quello che è in realtà. Secondo me noi abbiamo la stessa impressione che gli altri personaggi di True Detective hanno di lui, uno a cui piace sentirsi sopra le righe, a cui piace essere portatore di verità che cerca di infilare dappertutto, sottolineando quanto tutto quanto non abbia senso o sia soggetto a un’ipocrisia di base che è insita nell’essere umano. Credo che gli autori lo vogliano tenere distante al pubblico proprio con questi discorsi da freddo e cinico pessimista. Ed è perfettamente contrapposto a Marty che invece vive in una sorta di contraddizione continua con quello che dice di essere.
    Guardandolo in inglese molte volte i discorsi sono si un po’ pesanti e la lentezza della serie certo non aiuta a digerirli, ma secondo me danno quel senso claustrofobico, come se fossimo senza via di uscita, intrappolati in questi ampi spazi grigi della Louisiana.
    Una serie molto bella, bravissimi tutti gli attori che la interpretano, da uno spaccato di una regione degli Stati Uniti molto molto particolare.
    Mi ricorda molto come fotografia quella proprio dei primi pittori iperrealisti americani, che hanno lo stesso modo di descrivere la realtà a mio parere, molto cupa e desolante.

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