Il Secondo Lavoro (Seconda Parte)

Questo argomento contiene 3 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Velociraptor Uchiha 7 anni, 5 mesi fa.

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  • #630258

    Leunam86
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    Posto qui il seguito del racconto iniziato nell’altro thread, ho scoperto di averlo scritto nel 2005 (c’era pure scritto nel racconto stesso)…come passa il tempo…ah si, il finale l’avevo immaginato fin dalla prima frase ed era un’idea di J.J.Abrams

    L’utilitaria è parcheggiata proprio davanti all’uscita del complesso condominiale ed incredibilmente è priva di bottiglie rotte o barboni che dormono sopra il cofano.
    Apro la portiera dalla parte dell’autista e mi siedo nell’abitacolo respirando a pieni polmoni l’aria fetida della città rinchiusa dentro la mia auto.
    Dopo qualche tentennamento dovuto al freddo della mattina, l’auto finalmente si accende e mi permette di partire alla volta del posto di lavoro, verso il secondo lavoro più reddittizio della mia vita, penso tra me e me mentre accendo la radio e mi sintonizzo sull’unica emittente abbastanza pazza da trasmettere in diretta alle due del mattino: Radio West Coast.
    -Siamo ancora qui, a Sin City e questa è Radio West Coast! Sono Mark Yee e questa è la “vostra ora”, l’ora in cui potete dire tutto ma proprio tutto ciò che volete senza correre in rischio di venir pestati o assassinati da “importanti” personaggi- Dice il deejay della radio che come ogni primo mercoledi del mese mi accompagna fino al lavoro.
    -Abbiamo già una chiamata in diretta, pronto chi sei? Parla pure!- Dice Mark Yee lasciando lo spazio a scariche statiche ed infine ad una voce maschile metallica che dice:
    -Pronto Mark? Io voglio dire che il senatore Roark è un fetido bastardo che uccide chiunque gli pesti i piedi e abbia anche il minimo desiderio di giustizia, di quella vera!-
    La chiamata si chiude immediatamente mentre il deejay torna in studio e risponde:
    -Purtroppo amico mio sappiamo tutti chi sia il senatore Roark, il problema è che nessuno vuole alzare un dito su di lui, ai posteri l’ardua decisione di farlo o meno!-
    Parole troppo sagge per passare inosservate, anche se alle due del mattino di un giorno qualunque, mi chiedo solo quando questo gioco finirà e Mark Yee verrà, come dice lui, pestato o assassinato da “importanti” personaggi.
    -Pronto? Voglio dire che in questa città esiste ancora una moralità e noi del gruppo “rifondare la razionalità” ci continuamo a battere per far si che le prostitute che governano la città vecchia se ne vadino al diavolo, ritornino nei buchi fetenti da dove sono uscite una notte e lascino questa stupenda città!- Dice una voce femminile con impeto e vigore.
    -Buongiorno amica! Le prostitute della città vecchia governano con “giustizia” dicono loro ma sappiamo tutti quale scelleratezze compiano in quel loro sobborgo! Era ora che qualcuno si alzasse in piedi per…- Dice Mark ma la mia mano tocca il pulsante di spegnimento della radio prima che possa finire la frase e dico:
    -Eh caro Mark, Ora sono io a spegnere la radio ma stai ben attento che qualcuno prima o poi cercherà di spegnere te…per sempre!-
    Mentre ormai le luci che indicavano la mia meta spuntano all’orizzonte, al limitare della città, mi domando se Mark Yee non fosse un segugio dei cosidetti personaggi “importanti”, l’unico forse in grado di far emergere a galla dal marcio della città una possibile bomba ad orologeria pronta a scoppiare fra le gambe di Roark o di qualche altro senatore corrotto.
    In maniera del tutto naturale faceva emergere lo squallore o le possibili spine nel fianco dei potenti per poi far indirizzare meglio la loro violenta soppressione della libertà.
    La domanda mi rimbalzò sulle pareti della testa per una manciata di secondi poi svanì, inglobata dai pensieri che si stavano succedendo rapidamente ora che ero arrivato alla meta.
    Ad accogliermi sul posto c’è il mio consueto contatto nonché patner, si chiama Richard Columb e deve semplicemente condurmi ogni volta alla mia mansione, qualunque essa sia, ogni primo mercoledi del mese.
    Non appena scendo dalla macchina noto subito che sta iniziando una lieve pioggia, alzo gli occhi al cielo ancora avvolto dall’oscurità e Richard si fa avanti, chiudendo lo sportello della mia utilitaria al posto mio:
    -Cosa fai Charlie? Paura di prendere il raffreddore? E’ solo un po’ di pioggia!-
    Abbasso lo sguardo giusto in tempo per cogliere l’aria da strafottenza sul volto di Columb, un uomo che non ha nulla da perdere dice lui di se stesso.
    Insieme, attraversiamo la strada, illuminata da un paio di lampioni funzionanti posti fuori dalla carreggiata, sul terriccio umido della campagna di Basin City.
    -Stanotte Charlie bello, dobbiamo andare a Oakville e prendere in consegna un camion di giochi per party di lusso!- Mi dice Richard arrivando in prossimità di una macchina nascosta dalla boscaglia.
    Lo guardo incuriosito, aspettando una spiegazione più chiara, Richard aggiunge:
    -Ma si! Hai capito che tipo di roba!-
    Finalmente un lampo mi balena in testa e mi rende tutto più chiaro, indietreggio di due passi, trovandomi in mezzo alla strada e sbraito contro il mio compagno:
    -Ma sei pazzo? Io non voglio finire dentro qualche brutto giro! Se si parla di consegnare una puttana a domicilio con un politico può andare ma questo?!-
    -Lo hai già fatto Charlie, esattamente quando hai accettato di lavorare per noi, ricordi? Non hai nemmeno chiesto quale fosse il lavoro, volevi i soldi e noi te li abbiamo dati ora faremo il colpo grosso e tu, consegnerai quel camion di droga dove ti viene detto!-
    Ancora non mi capacito di come sia finito sul sedile passeggero dell’auto di Richard mentre lui guida verso Oakville, forse una buona argomentazione mi è stata data dalla pistola che il mio “patner” mi ha puntato contro, intimandomi di salire e ricordandomi che se non sto con lui, sono contro di lui e devo tacere riguardo i suoi affari.
    Richard guida tranquillo ma spedito, mentre attraversiamo le campagne semi-abbandonate di Sin City, lui mi spiega la situazione e decide di salire con me sul camion, una volta che saremo giunti a destinazione in modo da prevenire qualsiasi ripensamento: anche se la droga non brucia, può scottare parecchia gente in mani sbagliate.
    Droga, un carico probabilmente destinato a gente che può permettersela e non ai topi di fogna quali possono essere i drogati per strada, la polvere contenuta in quel camion doveva essere annusata solo da chi usava una banconota da 100 dollari per tirarla su.
    Cosa penserebbe mia moglie o peggio, mia madre se vedesse il suo Charlie Austin intento nel consegnare un carico di droga? Probabilmente Claire mi sputerebbe veleno in faccia accusandomi di essere un parassita della società, ma mia madre, pace all’anima sua, cosa direbbe?
    -Inutile farsi tante idee su questa storia Charlie! Vedrai che quando meno te lo aspetti, sarai a casa tua con duemila dollari puliti in mano!- Dice Richard intuendo il mio disagio.
    -E come la mettiamo con la coscienza amico?- Dico io interrogandolo.
    -Ah! Per quella non c’è nulla da fare, il mio consiglio è: manda giù e tira avanti!- Mi risponde il mio acutissimo patner, l’unico abitante di Sin city che sa cosa vuole e sa come ottenerla.
    Oakville appare davanti ai nostri occhi in tutta la sua degradazione: case distrutte dal tempo o dalle bombe della mafia locale, negozi sbaraccati o vandalizzati e barboni che cercano un posto dove potersi riparare dalla pioggia, ormai diventato un temporale.
    Richard mi conduce al parcheggio dove il furgone è in sosta, spegne l’auto e mi accompagna davanti alla portiera che reca l’insegna di “Lock & Stock, casseforti inpenetrabili”.

    Dopo essere salito al posto di guida, apro la porta dalla parte del passeggero e permetto al mio compagno di salire ed accomodarsi accanto a me.
    -Dove si va ora?- Chiedo io impaziente di scaricare il fardello a qualche altro disgraziato.
    -Si torna a Sin City Charlie, ovvio!- Dice Richard senza degnarmi di uno sguardo.

    #793454

    AnnaRecchia
    Partecipante

    Il tuo lavoro mi sta piacendo, trasmette molto bene l’atmosfera ed i toni cupi di Sin City.
    A mio parere la lettura è scorrevole e piacevole.
    Sono curiosa di sapere come va a finire 😉

    #793475

    non ho mai visto Sin City, ma credo che abbia poca importanza.
    Sai raccontare bene e riesci a far trasudare molte emozioni da quello che scrivi. Trovo il protagonista in perfetta armonia con il contesto. Ora non so quanto è grande questa opera, però forse aggiungendo un pò di descrizioni fisiche non avresti lasciato libero sfogo alla fantasia del lettore nell’immaginarsi i personaggi. Ma forse questa è una tua tecnica :icon_rolleyes:

    #630259

    WakaSempai11
    Membro

    Ottimo il lavoro svolto Leonam86

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