Salve nipotini miei, scusate se la settimana scorsa vi ho un pò trascurati, ma sapete com’è, siamo in quel maledetto periodo dell’anno che si chiama “periodo d’esami” e non ho avuto veramente tempo di alzare il deretano dalla sedia XD Prima di parlarvi della news vi ricordo che la nostra fumettopedia è di nuovo a posto, quindi andate e riempitela!
Allora, come potete vedere, si tratta di una notizia davvero niente male: Joseph Chou, il produttore di titoletti niente male come Halo Legends e Appleseed: ex machina ha affermato che il progetto di un live action per evangelion “è ancora molto attivo. C’è ancora un sacco di lavoro sulla carta da fare, ma quando questo sarà finito, credo che ci muoveremo molto velocemente, magari addirittura a partire già dall’anno prossimo“.
Chiaramente una della parti più difficili è stata trovare qualcuno a hollywood che credesse nel progetto, per via delle sue ovvie difficoltà nonchè dei presumibili costi di realizzazione, e anche alla complessità della storia. Diciamolo, a hollywood non vogliono kolossal psicologici. Eppure Chou afferma di essere in trattative con un produttore che ha capito la storia e che è interessato al disegno generale dietro l’imponenza dei mecha. Sembra che si stia veramente cercando di trovare un buon modo di sottolineare anche gli aspetti più umani e drammatici della vicenda.
Il progetto era partito già qualche tempo fa, ma all’epoca, quando si arrivò al problema dello stanziamento del budget, il mercato degli anime era in caduta verticale e i produttori non vollero credere nella validità del progetto. Se si considera che le prime presentazioni Chou le ha fatte nel 2003, direi che se la cosa è ancora in piedi molto si deve alla sua tenacia e al suo impegnarsi e non cedere mai con i produttori. In particolare, c’è un nome che spicca: quello di John Ledford, co-fondatore di A.D. vision e ADV films, che all’epoca fu costretto a rifiutare i finanziamenti ma si dice ancora interessato a sostenere economicamente il progetto.
Ora, io lo so a cosa tutti voi state pensando. Quale attrice sarà mai abbastanza gnocca da fare la stessa figura di Asuka e rei in Plug-suit? Beh, da parte mia, spero solo che non mettano Lindsay Lohan o una delle sue amichette a fare Asuka. In effetti avrebbe la magrezza necessaria, ma mi aspetterei un minimo di capacità interpretativa per un personaggio come quello della rossina. Altrimenti direi che possiamo allegramente buttare all’aria tutte le belle parole sull’approfondimento del lato umano della vicenda, no? Fatemi sapere che ne pensate, e come sempre, stay tuned on Komixjam!
[fonte: animenewsnetwork]







Ma questa è solo l’opinione di chi crede che animazione e manga siano equiparabili a qualsiasi forma d’arte e – come tali – mezzi di un messaggio da veicolare. Di titoli fatti in laboratorio dagli editori di settimana in settimana in base ai gusti del “populino”, io ne faccio volentieri a meno
Ecco perché mi astengo con entusiasmo dalla visione di quei… “cosi”
) la discussione con commenti ad essa troppo estranei. Mi vai poi a citare Berserk, ma sul titolo di Miura sarebbe doverosa la disamina del mafioso sistema editoriale giapponese e dei rapporti di forza fra le case editrici ed i mangaka: un discorso che farebbe apparire quello su NGE un paragrafetto da tema delle medie

La ripresa e la rielaborazione di idee è una delle colonne portanti dell’animazione giapponese di qualità (niente “Naruto” e cretinate da ragazzini, ovviamente) degli anni d’oro della prima generazione di otakuzoku e tutta la produzione animata GAINAX ne è la prova: perché Nadia è fondamentale per capire Evangelion? Perché le tematiche del primo si andranno a riprendere ampiamente (come detto, serie di qualità) nel secondo! Il limite del potere della scienza che non può assurgere a divnetare Dio, il mistero sulla causa dell’annientamento di una società (Atlantide ed il Second Impact sono la stessa cosa!), il viaggio al polo sud, un Adamo primigenio e misterioso, la problematica origine dell’uomo… insomma, è evidente il perché del legame






08.02.2010 alle 13:54
Quando si riesce a rendere indegno anche un titolo piatto ed inutile come “Dragonball”, i registi e chi per essi dovrebbero avere l’onestà intellettuale di ammettere che il cinema e gli anime sono incompatibili, alla stregua del giorno e della notte.
Da grande fan della serie, spero che il progetto si areni nella “damnatio memoriae” di qualche ufficio.