I detriti dello tsunami invadono le spiagge del Nord America

di tappoxxl Commenta

Vi ricordate del peschereccio ritrovato qualche tempo fa a largo delle coste canadesi e che poi, trascinato dalle correnti, era arrivato in acque americane dove è stato affondato per non recare danni alle navi di passaggio su quelle rotte? Non ve ne ricordate? Bene, o male, a seconda dei punti di vista, allora andate qui e poi qui e rileggetevi la notizia.

Ora, come era stato ampliamente previsto, molti dei detriti portati in mare dalla furia delle onde che l’11 marzo 2011 si erano abbattute sulle coste del Giappone, stanno arrivando sulle coste canadesi. Le correnti favoriscono proprio questa particolare rotta nel Pacifico che, dalle coste Nord-Orientali giapponesi giunge fino alle spiagge del continente Nord-Americano. La corrente è inesorabile, non si ferma mai e trasporta qualsiasi cosa. Già alcune settimane fa era arrivato un peschereccio enorme e ora sta arrivando qualsiasi tipo di oggetto che possa galleggiare. Per cui, tra contenitori impermeabili, bottiglie, ciabatte, elmetti da lavoro, taniche, spazzolini e  bombolette spray, la spiaggia di Tofino, chiamata Long Beach, sta ricevendo qualsiasi genere di detrito proveniente dal Paese del Sol Levante.

Ma una storia curiosa si è consumata su una spiaggia dell’Alaska, sulla costa di Middleton Island. Una coppia, durante una passeggiata sulla spiaggia, ha rinvenuto un pallone da calcio con delle scritte in giapponese impresse sopra. La coppia, si è resa conto da subito che il pallone era un oggetto prezioso per il suo proprietario grazie alle dediche che vi erano scritte sopra. Grazie al fatto che la donna di questa coppia fosse giapponese, i coniugi Baxter sono riusciti a risalire al proprietario del pallone e hanno deciso di riportarglielo.

Il ragazzo si è detto stupito del fatto che il suo pallone fosse stato ritrovato in un altro continente e ne è rimasto contento, pur dicendo che a quel pallone sono legate le brutte immagini vissute l’11 marzo 2011. I coniugi americani, hanno rintracciato il ragazzo tramite il National Oceanic and Atmospheric Administration(NOAA) e, in un viaggio pianificato tra maggio e giugno, riporteranno di persona il pallone al ragazzo.

La coppia, assieme a questo pallone da calcio, aveva ritrovato anche un pallone da volley, sempre decorato con scritte di saluto e ringraziamento, ma non sono riusciti a risalire al proprietario.

Notizia unica nel suo genere. Pensare che un pallone viaggi per più di un anno in mare e che venga ritrovato su un altro continente e poi riconsegnato al legittimo proprietario, mi ha fatto pensare ad una sola cosa: “il mondo è piccolo!”.

 

[fonte – Attualissimo]