Code Blue: medical drama

di Silvia Letizia Commenta

Se nei miei due precedenti articoli riguardanti i drama avevo affrontato una prima volta una tematica strettamente giapponese, quella della cucina, e un’altra volta un tema sociale come quello del razzismo e della discriminazione, lo sfondo del drama del quale mi accingo a parlare è, in questo caso, un vero e proprio classico del piccolo schermo.

Le avventure di medici sono, almeno quanto i polizieschi, uno dei cliché televisivi più in voga negli ultimi anni. Basti pensare al successo di serie comiche come Scrubs o realistiche al livello di E.R., un vero capostipite del genere, fino a Grey’s Anatomy e Dr.House.

La risposta giapponese a questo genere di telefilm si intitola Code Blue.

Code Blue si articola in due stagioni e uno speciale di un’ora e segue le vicende di un gruppo di borsisti impegnati al pronto soccorso di un ospedale che dispone di un servizio di intervento sul campo molto particolare. Lo Shohoku (questo il nome dell’ospedale) ha addestrato un gruppo di medici specializzati in procedure di emergenza da svolgersi rapidamente nelle condizioni più avverse. La loro capacità di giungere sul posto più in fretta di un’ambulanza grazie all’ausilio di un elicottero ha valso all’intero programma il nome di Doctor Heli, abbreviazione di doctor helicopter.

I quattro protagonisti ambiscono alla prestigiosa quanto onerosa possibilità di volare a bordo dell’elicottero.

A prestare il proprio volto al più enigmatico e silenzioso dei quattro giovani medici troviamo Tomohisa Yamashita, già membro dei NEWS, uno dei gruppi musicali della Johnny’s Entertainment. Kousaku Aizawa, questo il nome del medico, mostra da subito di possedere grandi abilità manuali e sangue freddo, tuttavia, al di la’ della sua maschera impassibile, nel corso della prima serie e soprattutto della seconda, saranno rivelati alcuni retroscena drammatici che riguardano il suo passato.

Meno tormentati i restanti borsisti. La giovane Megumi Shiraishi, interpretata da Yui Aragaki, della quale abbiamo già avuto modo di parlare a proposito di SMILE, è figlia di un medico prestigioso ed è molto preparata sul piano teorico, tanto da girare sempre con le tasche del camice piene di blocchetti per gli appunti. Mihoko Hiyama, il cui volto è quello di Erika Toda, ha un carattere deciso e diretto che la porterà spesso a scontrarsi con gli altri membri dell’equipe ospedaliera. Al contrario Kazuo Fujikawa, impersonato da Yosuke Asari, è un giovane maldestro, ma molto dotato nel rapporto medico-paziente ossessionato da una madre forse troppo premurosa.

Ad aiutare i quattro protagonisti nelle loro missioni di soccorso, Higa Manami nei panni dell’infermiera Haruka Saejima andrà a ricoprire un ruolo fondamentale quanto quello dei medici più esperti che seguiranno i progressi dei borsisti restando al loro fianco anche nelle situazioni più rischiose. Tra questi, Shuji Kuroda, capo del pronto soccorso e massimo esperto nelle missioni che riguardano il progetto Doctor Heli, il dottor Morimoto, la dottoressa Mitsui, il neurochirurgo Saijo e il primario dell’ospedale, il dottor Tadokoro.

La prima serie, lo speciale e la seconda serie vanno considerate un unico blocco narrativo. La suddivisione in due stagioni è giustificata dal fatto che durante la prima le vicende dei borsisti sono inquadrate durante i primi mesi del loro apprendistato, mentre nella seconda si accingono a portare a termine i tre anni di tirocinio e ad affrontare scelte importanti sul proprio futuro. Anche per questo, la seconda stagione si mostra molto più matura e introspettiva della prima e i personaggi riescono ad acquisire un carattere a tutto tondo che mancava durante i primi episodi. In aggiunta a questo, proprio la seconda stagione di Code Blue si è aggiudicata il premio come miglior drama al sessantaquattresimo Television Drama Academy Awards.

Degna di nota sicuramente la colonna sonora che accompagna tanto le scene di tensione quanto quelle più legate alla psicologia dei personaggi e il tema musicale del drama, la canzone HANABI dei Mr.Children.

In conclusione, mi sento di consigliare questo drama a chi è già appassionato del genere. Anche in questo caso i giapponesi ci mettono del loro, dimostrando di saper gestire una tematica così particolare senza rinunciare al proprio gusto per la delicatezza nella regia e l’approfondimento umano dei vari protagonisti e coprotagonisti, arrivando a dipingere con attenzione i tratti di tutti coloro i quali si trovano a interagire con il gruppo principale di medici senza trascurare i pazienti che, di volta in volta, ricoprono il ruolo di comparse nei vari episodi.

[Fonte|DramaWiki]
[Fonte| Wikipedia]