Akira, il film: ultimi aggiornamenti

di Anna Recchia 5

Si torna a parlare del live-action tratto da Akira, il manga capolavoro di Katsuhiro Otomo. Da quando la Warner Bros e la Appian Way, casa di produzione di Leonardo DiCaprio, hanno mostrato interesse verso il progetto, lo stesso è stato oggetto di alterne vicende, che ne avevano visto anche la sospensione e la decisione di abbandono (qui ce ne aveva già parlato My Funny Valentine).

Tornano a parlare adesso il produttore Andrew Lazar (Jonah Hex, Space Cowboys) ed il regista Albert Hughes (From Hell, Codice Genesi).

Lazar annuncia che a lavorare al progetto è stato chiamato anche lo sceneggiatore Albert Torres, e che Hughes è già al lavoro insieme ai visual artist chiamati a curare la fotografia del film. Il progetto risulta di grande interesse per la Warner Bros, che ha saputo cogliere il valore di un titolo di questo calibro. Questo primo adattamento farà riferimento ai primi tre capitoli del manga di Katsuhiro Otomo, e se il progetto dovesse avere successo, si procederà con l’adattamento dei capitoli successivi nel secondo film.

Il live-action dovrà comunque misurarsi con la trasposizione animata del 1988, una pietra miliare dell’animazione giapponese (qui ce ne ha parlato Echoes-kun).

Le premesse annunciate da Hughes tuttavia non sono molto promettenti in questo senso. A quanto pare il film non sarà vietato ai minori, ma dovrà essere classificato come PG-13 (sigla con la quale si consiglia la visione in presenza di un adulto per i minori di 13 anni). Questa imposizione da parte della casa produttrice costituisce una sfida per il regista che dovrà sforzarsi di rendere ugualmente interessante ed accattivante il prodotto. Ostacolo davvero arduo da superare considerata la complessità e profondità dei temi trattati da Akira; nonostante la divisione in due parti, si renderà quindi necessaria una semplificazione che renda il film accessibile ad un pubblico più vasto.

Personalmente mi domando che senso abbia utilizzare un titolo così importante come Akira per un prodotto che non potrà rispecchiarne a pieno il valore. Ovviamente il fine è quello economico, ma ne varrà davvero la pena? Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi di questo progetto.

Fonti [animenewsnetwork e badtaste]

  • secondo me alla fine non se ne far niente (per fortuna o sfortuna dei fan :tongue: ). i film di Ghost in the Shell e di Alita, mia pare che siano allo stesso livello di produzione, ossia: solo nella mente dei produttori :whistle:

    • Da quando ti chiami Phant(r)omfaw? :silly:

  • Tommybolo

    Mah, l’anime violentissimo e sinceramente se fosse diversamente perderebbe molto della sua cruda bellezza.
    Come faranno a farne un film solo vietato ai minori di 13 non accompagnati?
    verr fuori una cavolata…

    • minato79

      pi che una cavolata sar una merda commerciale.

      • Tommybolo

        eh eh era quello che volevo dire ma da niubbo non sapevo se mi sarebbe stata censurata…